La ricerca di MidaTicket sul tema del “No-Show”, ovvero il fenomeno per cui un visitatore pur avendo acquistato un biglietto valido non si presenta per la visita, “ha in qualche modo aperto una serie di riflessioni proprio sulla gestione del Parco dei Colosseo. Ovviamente io sono direttore da tre settimane e sarei un po’ presuntuoso a voler cambiare le cose che in realtà funzionano molto bene grazie a un ingranaggio ben congegnato e messo a punto dalla direttrice Alfonsina Russo. Tuttavia, bisogna ragionare sul fenomeno specifico del no-show che si aggira, a seconda del periodo, tra il 3% e il 9% e che è abbastanza in linea con un dato generale”. Lo spiega ad AgenziaCULT il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici, a margine del panel “Il No-Show nei luoghi della cultura: una prima analisi del fenomeno”, all’interno dell’ottava edizione di RO.ME – Museum Exhibition (12-14 novembre, Roma), piattaforma di networking professionale e marketplace internazionale dedicato a istituzioni, professionisti e aziende attive nei musei, nei luoghi della cultura e nelle destinazioni culturali.
In particolare, secondo Quilici, bisogna ragionare su come si possa in qualche modo provare a diminuire questa percentuale. “Questa è una bella sfida che implica delle decisioni in questo caso organizzative che però vanno ponderate con una certa attenzione. È legato al tema della bigliettazione e del tempo di permanenza, aspetti che al Colosseo in particolare sono molto delicati perché il sito già viaggia a piena capienza. Il no-show è chiaramente molto legato a certe rigidità, ad esempio il biglietto nominativo che è anche molto rigido su data e orario. Tuttavia, una maggiore flessibilità di ingresso vuol dire però diminuire in qualche modo il numero complessivo degli ingressi. La ricerca, in ogni caso, è utile perché affronta un argomento molto poco conosciuto. Questi dati aprono a tante riflessioni e, attraverso la conoscenza di elementi e informazioni, permettono di deliberare in modo consapevole. Citando Luigi Einaudi: ‘conoscere per deliberare’”.
