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La presidente del MAXXI Giovanna Melandri ne parlerà il 28 settembre alle 16,30 nel corso dell’appuntamento dedicato alla ‘partecipazione che fa stare bene’ nell’ambito del ciclo di talk ‘Open Doors. Il museo partecipativo oggi’

“Il MAXXI è un moderno foro romano, uno spazio di incontro, dialogo, confronto crescita e partecipazione. Un luogo in cui tutti possono stare bene”. Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, fa sue le parole di Hou Hanru, direttore artistico del museo di arte contemporanea del XXI secolo, per introdurre l’incontro che mercoledì 28 settembre alle 16,30 darà il via alla seconda parte del ciclo di talk internazionali curati dal professor Pierluigi Sacco sui temi caldi del futuro dei musei “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”. L’appuntamento di mercoledì prossimo dal titolo ‘La partecipazione che fa stare bene’, si concentrerà sulle evidenze scientifiche che mostrano sempre più chiaramente come la cultura possa avere effetti molto positivi sul benessere psicologico e la salute.

La sessione di studi, moderata dal professor Pierluigi Sacco, curatore scientifico di Open Doors, introdotta da Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei e da Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, ospiterà gli interventi di Antonio Camurri, direttore Scientifico, Casa Paganini Genova (Cultura e tecnologia al servizio del benessere: l’esperienza di Casa Paganini), Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice Castello di Rivoli (Arte, cura e salute), Giovanna Melandri, presidente Fondazione MAXXI (Musei e salute: l’esperienza del MAXXI), James O. Pawelski, direttore Positive Psychology Center, University of Pennsylvania (Il museo come luogo di prosperità), Tijana Palkovljević Bugarski, direttrice The Gallery of Matica srpska (Musei e disabilità: l’esperienza della Galleria Matica srpska), Catterina Seia, presidente CCW Cultural Welfare Center (Il welfare culturale come nuovo tema di politica territoriale).

L’INIZIATIVA

L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – Network of European Museum Organisations.

I primi cinque appuntamenti, tenuti tra maggio e giugno, hanno ottenuto un grande riscontro di pubblico. Sono state 1.240 le persone che hanno seguito uno o più interventi in streaming in esclusiva sulla piattaforma della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali fad.fondazionescuolapatrimonio.it, a cui si aggiungono i circa 200 partecipanti in presenza presso l’Auditorium di Santa Giulia. Complessivamente, in virtù degli ascolti multipli da parte di alcuni utenti, oltre 3.000 gli spettatori dei cinque eventi.

GIOVANNA MELANDRI

“Il pubblico – aggiunge Melandri ad Agenzia CULT proseguendo il racconto delle iniziative del MAXXI all’interno del rapporto tra cultura, partecipazione e benessere – è la nostra stella polare, è parte attiva della nostra programmazione culturale. Penso a mostre come What a Wonderful World in cui attraverso l’Ecosistema Relazionale Digitale, un dispositivo interattivo sperimentale basato su un’intelligenza artificiale, i visitatori interagiscono direttamente con le opere esposte, esprimendo impressioni ed emozioni che si possono visualizzare e condividere in tempo reale. Penso anche a tutti gli incontri e i talk in cui le persone possono relazionarsi direttamente con artisti, architetti, scrittori, filosofi, scienziati. E poi i laboratori per famiglie e studenti organizzati dall’Ufficio Educazione, che solo nei primi otto mesi del 2022 ha coinvolto oltre 21mila persone, e l’attività di public engagement che fa del MAXXI un museo sempre più accessibile, inclusivo e accogliente. Non posso non citare il progetto MIXT – MUSEI PER TUTTI, un percorso accessibile e multisensoriale sull’architettura del MAXXI rivolto a tutti i visitatori e co-progettato con persone con disabilità visiva e persone sorde. Al MAXXI anche la tecnologia è al servizio della creazione e della fruizione artistica”.

UN LUOGO PER STARE BENE

Il museo può quindi diventare anche un luogo in cui star bene, come rivendicato nell’aggiornata definizione di ICOM approvata lo scorso agosto a Praga: Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano eticamente e professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.

Il sistema neuroendocrino umano, e probabilmente persino la nostra epigenetica, sono straordinariamente sensibili alle esperienze di significato che producono una forte risposta cognitiva ed emozionale, ed i musei possono diventare nuovi e fondamentali alleati delle istituzioni e degli altri luoghi dedicati alla cura. L’arte e la bellezza, letteralmente, scolpiscono e carezzano il nostro cervello. Il museo può dunque diventare non tanto un luogo di cura nel senso letterale del termine, ma un luogo nel quale maturare una consapevolezza di quanto la cultura sia importante per la nostra salute mentale e il nostro equilibrio psicofisico – una consapevolezza particolarmente necessaria in questo difficile momento post-pandemico nel quale tutta l’umanità deve riprendersi da uno shock post-traumatico di una entità mai sperimentata prima nella nostra storia. Se il museo saprà interpretare questo ruolo con efficacia e credibilità, acquisterà una centralità sociale senza precedenti.

LA CALL DI NEMO

Mercoledì 28 settembre inoltre saranno presenti in sala i 10 vincitori della Call to Action indetta da NEMO Museums and Wellbeing che permetterà loro di partecipare ad una giornata di scoperta e di training attivo che esplorerà come i musei possano essere fondamentali alleati di tutte quelle organizzazioni che si dedicano alla cura, al benessere e alla fioritura personale. Oltre a seguire la sessione del 28 settembre, gli ospiti, referenti di diversi musei europei, avranno l’opportunità di visitare il Museo di Santa Giulia, Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e la Pinacoteca Tosio Martinengo e di tenere una tavola rotonda moderata da Federica Novali, coordinatrice del settore Attività educative e Public Engagement di Fondazione Brescia Musei.

COME SEGUIRE L’EVENTO

Si potrà seguire l’incontro sia in presenza, all’Auditorium di Santa Giulia di Brescia, prenotandosi via mail a cup@bresciamusei.com, sia in streaming, previa registrazione, sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali fad.fondazionescuolapatrimonio.it.

La partecipazione è libera e gratuita. Tutti i talk saranno tradotti in simultanea in italiano, inglese e in LIS (Lingua dei Segni Italiana). È possibile iscriversi a tutti gli incontri oppure anche singolarmente a ciascun talk. La partecipazione agli incontri dà luogo al riconoscimento di un attestato di frequenza emesso dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

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