Writers Guild Italia, il sindacato degli sceneggiatori italiani, ha condotto un ampio sondaggio fra i propri iscritti per verificare in quale misura possano beneficiare degli aiuti previsti del decreto “Cura Italia”. Ne è emerso un quadro articolato nel quale non mancano problemi e difficoltà di vario genere. In base ai dati raccolti abbiamo formulato una serie di proposte di modifica affinché il provvedimento possa essere realmente efficace nei confronti della categoria.
Chiediamo:
- Che l’accesso al contributo per i lavoratori dello spettacolo venga determinato dalla presenza di TRENTA GIORNATE LAVORATIVE COMPLESSIVE DICHIARATE al FPLS (Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo) nel TRIENNIO 2017/2019.
- Che venga rimosso il vincolo di accesso al contributo per professionisti e co.co.co (art. 27 del decreto) in caso di iscrizione al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.
- Che vengano predisposti strumenti alternativi di sostegno al reddito per gli sceneggiatori che negli ultimi CINQUE ANNI hanno avuto prodotte e distribuite opere derivate dal loro lavoro.
- Che venga vincolata una quota del “fondo emergenze spettacolo” (art. 89 del decreto) allo sviluppo di soggetti e sceneggiature, per garantire il rilancio del settore al termine dell’emergenza Coronavirus.
I Dati
Dall’indagine emergono alcuni punti fermi che caratterizzano la situazione degli sceneggiatori in relazione al decreto “Cura Italia”; in molti casi tuttavia si tratta di conferme relative alla carenza strutturale di tutele minime che WGI ha già più volte denunciato in passato; eccoli in sintesi:
- MENO DI DUE SCENEGGIATORI SU DIECI (15,0%) sembrano possedere i requisiti per accedere al contributo previsto per i lavoratori dello spettacolo (art. 38 del decreto)
- POCO PIÙ DELLA METÀ (56,9%) degli sceneggiatori sembra possedere i requisiti per accedere al contributo per lavoratori autonomi (art. 27), ma l’iscrizione al FPLS li esclude.
- QUASI UNO SCENEGGIATORE SU 10 (9,6%) non sembra possedere ALCUN REQUISITO per accedere ai contributi di sostegno del reddito, a parte il reddito di ultima istanza (art. 44 del decreto)
L’industria dell’audiovisivo è un settore economicamente strategico che in Italia vale oltre 1 miliardo di Euro; in questo contesto è ancora una volta necessario ricordare che il lavoro di ideazione e scrittura degli sceneggiatori rappresenta la base su cui il settore si fonda e si sviluppa. Non solo: gli sceneggiatori sostengono personalmente i costi di ricerca e sviluppo delle loro storie, senza le quali non esistono produzioni, set, indotto. Se questa è la cornice, è opportuno sottolineare alcuni aspetti: in particolare il fatto che le giornate lavorative dichiarate contrattualmente per gli sceneggiatori sono abitualmente molto inferiori – dal 50 al 80% – al reale impegno professionale, a causa di una pratica deleteria quanto consolidata. Allo stesso tempo, è importante ribadire che il sostegno economico agli sceneggiatori rappresenta, più che mai in questo momento, un investimento sul futuro dell’intero comparto industriale.
