Negli ultimi anni si sta progressivamente diffondendo anche in Italia il consumo di prodotti editoriali digitali. Nel 2018, circa 4 milioni 800mila persone hanno dichiarato di aver letto e-book e/o libri online (l’8,4% della popolazione di 6 anni e più, pari al 20,6% dei lettori). Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri on-line, il numero sale a 6 milioni 280mila, ossia l’11% della popolazione di 6 anni e più, dato in crescita rispetto all’8,2% del 2015. Lo rileva l’Istat nella ricerca sulla produzione e lettura di libri in Italia nel 2018.
È pari a circa 21 milioni 340mila, invece, la quota di lettori di libri cartacei (il 37,3% della popolazione di 6 anni e più, pari al 91,9% dei lettori), mentre sono circa 490mila gli utilizzatori di audiolibri (circa l’1% della popolazione di 6 anni e più e il 2,1% dei lettori).
La lettura di libri in formato digitale (in modo esclusivo o complementare a quella di libri cartacei) è più diffusa tra i giovani lettori di 15-34 anni e molto meno nelle fasce di età successive, quasi sparendo dopo i 75 anni. Viceversa, la lettura esclusiva di libri cartacei è più diffusa tra i bambini fino a 10 anni, diminuisce via via a partire dalla fascia di età successiva, per poi crescere nuovamente tra gli over 44.
La lettura esclusiva di libri cartacei è più elevata tra le lettrici (80,6% contro il 75,2% dei lettori), mentre quella di e-book/libri online tra gli uomini (10,8% contro il 5,8% delle lettrici). Tali differenze di genere sono più marcate nelle fasce di età centrali, e più contenute nelle altre.
Considerando l’accesso ai libri in formato digitale, il tradizionale digital divide territoriale che differenzia il Nord e il Sud Italia sembra confermato: l’attività di lettura di questi prodotti riguarda, infatti, una quota di persone che va tra il 10,9% del Nord-Ovest e il 5,5% del Sud.
Si confermano anche le differenze legate alla dimensione comunale: la lettura di e-book/libri on line risulta più diffusa nei Comuni centro delle aree metropolitane (11,5%), rispetto ai Piccoli centri (7% nei Comuni fino ai 2mila abitanti).
