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Il ciclo ‘Open Doors. Il museo partecipativo oggi’ nasce “dall’esigenza di meglio chiarire a noi stessi tutte le potenzialità di una sperimentazione già in atto relativa a una pratica museale che proietta il museo oltre le sue funzioni tradizionali per renderlo un luogo di cittadinanza attiva e di partecipazione, di inclusione sociale, una vera e propria casa della comunità”. Lo ha detto Francesca Bazoli, presidente di Brescia Musei, intervenendo all’evento inaugurale di “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”, un ciclo di otto talk con i più importanti esperti nella gestione e valorizzazione dei patrimoni culturali e delle culture contemporanee italiani e internazionali che si tiene ogni mercoledì dal 25 maggio al 23 novembre. L’iniziativa, curata da Pierluigi Sacco, è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – Network of European Museum Organisations. L’obiettivo è avviare un cantiere di progettazione aperto agli addetti ai lavori, ma di interesse per tutta la comunità, dato il ruolo che i musei assumono come spazi di costruzione di cittadinanza, al di là di ogni possibile barriera educativa o socio-economica.

La Fondazione, ha aggiunto Bazoli, “sta già sperimentando ampiamente e con successo pratiche partecipative e questo anche nella relazione con gli attori del territorio. Si tratta di confrontare queste pratiche con le esperienze più interessanti di altre istituzioni culturali che operano in contesti culturali, sociali ed economici molto diversi dai nostri ma che ci paiono animati da intenti analoghi ai nostri”. Gli obiettivi che gli organizzatori si pongono sono molteplici. “Il primo è conoscere per imparare e migliorare – spiega la presidente di Brescia Musei -. Ma l’intento è anche quello di passare da un’analisi esperienziale a una più teorica perché siamo alla ricerca di un quadro sistematico che ci permetta di fare passi in avanti e di strumenti di misurazione dell’impatto di queste pratiche che stiamo mettendo in atto e di quelle che sempre più mettere in atto, così come siamo alla ricerca di una relazione diretta con le altre istituzioni che hanno avviato queste elaborazioni per avere una rete sempre più ampia di possibili collaborazioni”.

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