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Servono “decisi movimenti per la promozione della partecipazione culturale”: detrazione delle spese fiscali, unificazione delle aliquote IVA, allargamento dell’Art bonus, committenza pubblica

Ci sono poi molti altri nodi che devono essere definitivamente sciolti, ha ricordato ancora Cancellato, “come il completamento della Riforma del Terzo Settore, soprattutto nella parte fiscale, e l’avvio dell’operatività delle normative e provvidenze a sostegno delle imprese creative e culturali, da troppo tempo fermi a Bruxelles o negli uffici ministeriali. Basti pensare che ci sono quaranta milioni di euro per il 2021 e 2022 a favore delle imprese creative che attendono i decreti attuativi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e che, come sostiene Gian Paolo Manzella, è necessario istituire un organismo ad hoc per le imprese creative in modo da aiutarle a crescere”. Cancellato ha sottolineato poi due dati presenti nel Rapporto “molto interessanti: uno sulla lettura che, nonostante la pandemia, ha tenuto e in una certa misura ha fatto intravedere un miglioramento. Angelo Piero Cappello dice, infatti, che non solo il fatturato delle imprese editoriali non è calato, come temevano, ma che per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo una crescita della lettura di oltre il 5%, e Gianni Stefanini ricorda che le Biblioteche di pubblica lettura hanno un presidio territoriale secondo solo al Sistema sanitario nazionale (7.400 contro 8.800) capace di organizzare oltre 36 milioni di prestiti; l’altro è relativo alla crescita, nonostante il sostanziale blocco delle attività, del finanziamento privato alla cultura sul quale nutrivamo molti dubbi perché la generosità di imprese e persone è stata particolarmente rivolta al sistema sanitario nazionale messo a dura prova in tutti questi mesi. Sono segni importanti sui quali dobbiamo lavorare per il futuro”.

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