L’intero sistema dello spettacolo “avrebbe corso il rischio di finire in condizioni veramente comatose, se non fosse intervenuto in modo robusto lo Stato – ed anche la stessa SIAE, in aree di sua diretta competenza (come giustappunto il sostegno agli autori in difficoltà) – attraverso una strumentazione plurale di contributi assistenziali. Che la macchina artistica ed industriale della cultura italiana si sia rimessa in moto con decisione, nonostante le avverse condizioni, è confermato dall’andamento complessivamente positivo dei dati relativi al primo semestre dell’anno 2022: le prime elaborazioni dei dati SIAE confermano una consistente crescita dei consumi, soprattutto in alcuni settori, in primis quello dei concerti”. Lo scrive il direttore generale di Siae, Gaetano Blandini, nell’introduzione alla nuova edizione dello storico “Annuario” della Siae che pubblica un’analisi del sistema dello spettacolo e dello sport in Italia nel 2021 nell’economia del triennio 2019-2021, fornendo una fotografia censuaria del “crash” Covid, in una veste rinnovata, sia dal punto di vista sociologico-statistico sia dal punto di vista dell’architettura grafica.
Siamo ancora lontani dal tornare ai livelli pre-Covid (ovvero ai “numeri” dell’anno 2019), soprattutto in alcuni settori particolarmente colpiti (la fruizione di cinema nelle sale, in primis, resta molti critica), ma – aggiunge Blandini, “la rinnovata crescita è evidente ed emergono segnali confortanti (pur nel contesto delle conseguenze della ‘rivoluzione digitale’, che stanno mettendo in discussione paradigmi culturali e modelli di business che pure hanno funzionato per decenni). Alcuni segnali di ripresa sono comunque stati intercettati già nel 2021, rispetto all’“annus horribilis” del 2020: rispetto al 2020, per esempio, nel 2021 è cresciuta la quantità di spettatori di concerti jazz (erano 690mila nel 2019, sono crollati a 221mila nel 2020, risalendo a 445mila del 2021); significativa la crescita del settore dei “parchi di divertimento” (in valori assoluti, ciò si traduce in 19,6 milioni di spettatori nel 2019, che crollano a 7,8 milioni nel 2020, ma salgono ad 11 milioni nel 2021)”.
“Il tentativo di disseminazione messo in atto con l’edizione 2021 del ‘Rapporto SIAE sullo Spettacolo e lo Sport’ – che si avvale della consulenza tecnica e scientifica di un qualificato centro di ricerca indipendente, qual è l’Istituto italiano per l’Industria Culturale (IsICult) – si pone come operazione scientifica e comunicazionale al tempo stesso – spiega ancora Blandini -, che SIAE mette a disposizione della comunità professionale, artistica, imprenditoriale: ritengo che il tessuto artistico e le imprese culturali e creative possano crescere meglio, se si sviluppa la miglior conoscenza (e coscienza) del funzionamento del sistema culturale nazionale. Questo è il senso della nuova rimodulazione dei dati e delle analisi, con l’auspicio che possano stimolare riflessioni critiche ed elaborazioni strategiche, anche nella prospettiva delle necessarie innovazioni normative, sulle quali possa svilupparsi un dibattito – ampio e plurale e pubblico – tra artisti, imprenditori culturali e decisori istituzionali. Coerentemente con la missione storica di SIAE, ben sintetizzata dal suo motto: “SIAE: dalla parte di chi crea”.
