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“Solidarietà agli esercenti cinema e all’ANEC che, oggi, lancia un appello per la revisione del protocollo di riapertura delle sale. L’attività della cultura passa dalla socialità, quindi le norme sanitarie devono tenere conto della sostenibilità economica delle imprese. Non si possono adottare criteri restrittivi, ci sono chiari rischi di collasso della domanda di cultura sia nelle sale e degli eventi”. Così il capogruppo in commissione Cultura di FDI, responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone.

“Per le sale va garantita la ripresa dei servizi di “concession bar” e, per quanto riguarda gli eventi all’aperto, vanno applicati criteri diversi rispetto a quelli quantitativi per il limite di persone, come il limite di spazio fra persona e persona di 2 metri. Come abbiamo richiesto in numerosi emendamenti e atti, i costi di sanificazione e messa in sicurezza devono essere a carico dello Stato. Inoltre, un nostro ordine del giorno approvato in aula prevedeva espressamente che, nella definizione dei protocolli sanitari per la riapertura di sale teatrali e cinematografiche, dei concerti, degli spettacoli live, della ripartenza dei set cinematografici, delle attività di registrazione in studio, delle scuole di danza, degli spettacoli viaggianti
venissero coinvolti, oltre agli esperti, anche le categorie, così da tenere conto delle specificità disciplinari e le differenze architettoniche”.


“Le nuove disposizioni sanitarie per i grandi eventi come concerti e spettacoli live rischiano di trasformarsi in una “Gabrielli sanitaria” con ulteriori costi a carico degli organizzatori privati. Precisando una mia nota stampa precedente esposta al fraintendimento, sottolineo come queste proposte siano a favore anche dei questori e delle forze dell'ordine che, ad oggi, sono stati esautorati dai propri compiti d’ufficio da una circolare che, spesso, ha scaricato le responsabilità e i costi della messa in sicurezza degli eventi agli enti locali e agli organizzatori privati. Siamo, e saremo, sempre vicini alle esigenze dei nostri agenti di polizia, alla loro sicurezza, al rafforzamento dei fondi e all'ampliamento degli organici.”


 

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