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“Il turismo in Italia vale ufficialmente il 13% del PIL nazionale ma questo un dato ribassato perché va aggiunto un indotto importante di bar, ristorazione, souvenir, enogastronomia o trasporti via aerea, via nave, via treni ecc ecc. Il turismo riguarda balneari, albergatori, ristoratori, commercianti, taxisti, compagnie aeree, di navigazione e tanto altro ancora. Il turismo è il nostro oro, il nostro petrolio, eppure questo Governo ha scelto di non dotarsi di un ministro per il turismo, dando la delega secondaria al ministro della Cultura”. Lo dichiara il sen. Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.

“Eppure il Governo ha un ministro per il Mezzogiorno (che non si occupa di turismo) o altri ministri di cui facciamo fatica a comprendere l’utilità. Il turismo è il settore più colpito da questa crisi, nel presente e naturalmente nel futuro prossimo, nei mesi a venire. Possibile che il premier Conte non si renda conto della necessità di avere un ministro ad hoc che si occupi solo di turismo? Che è materia ben diversa dalla Cultura, perché musei, siti archeologici teatri e via dicendo non sono quasi mai nelle località balneari, collinari o montane. Il turismo dovrebbe essere una delle priorità assolute e invece viene in fondo a tutto. Ma come si fa a essere così miopi politicamente e strategicamente?”

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