“La Commissione per le Pari Opportunità di oggi ha rappresentato un importante momento di confronto con la Direzione e le Rappresentanze Sindacali Unitarie del Teatro dell'Opera sul tema del lavoro agile in questa delicata situazione emergenziale. Obiettivo della seduta è stato quello di verificare la sussistenza di eventuali disparità di trattamento tra i dipendenti della Fondazione Teatro dell'Opera in materia di smart working”. Lo dichiara, in una nota stampa, la presidente della Commissione per le Pari Opportunità di Roma Capitale Gemma Guerrini.
“Una forma di lavoro al momento accordata solo al personale amministrativo e tecnico, con esclusione del comparto artistico per il quale si è fatto ricorso al Fondo d'Integrazione Salariale (FIS). Una decisione apparentemente controversa, soprattutto alla luce della nota inviata in data 19 marzo 2020 dal dg della Direzione Generale del MiBACT, dottor Onofrio Cutaia, alle Fondazioni lirico-sinfoniche. In tale documento, infatti, si raccomanda a tali enti di diritto privato, senza procedere a distinzioni di personale, di 'verificare con la massima attenzione la compatibilità della tipologia di mansioni dei propri dipendenti con la modalità di lavoro agile (c.d. smart working), al fine di assicurare il funzionamento ordinario pur nella sospensione degli spettacoli disposta dalle misure di contenimento dell’emergenza', sollecitandoli altresì a 'esperire previamente tutte le soluzioni consentite dall’ordinamento, quali, per esempio, la fruizione di ferie pregresse, congedi, banca dati delle ore, permessi e altri analoghi istituti previsti dalla contrattazione collettiva' prima di ricorrere agli ammortizzatori sociali previsti dall’ultimo decreto legge n. 18 del 2020, tra cui figura lo stesso FIS”.
“Alla luce di ciò, sarebbe fortemente auspicabile che le proposte avanzate dalle RSU del Teatro nella commissione odierna (tra cui quella di servirsi del Codice Ateco 59 in materia di registrazioni sonore, la possibilità di studiare o di effettuare le prove in teatro) siano prese in considerazione assieme ad altre ipotesi di fattispecie che consentirebbero una maggiore parificazione dei diritti di tutti i lavoratori dell'Opera”.
“La seduta di oggi è stato un primo momento interlocutorio propedeutico ad altre sedute che dedicheremo al tema. Il benessere dei lavoratori del Teatro e l'affermazione di un clima meritocratico, del resto, sono tematiche che stanno particolarmente a cuore a questa Amministrazione, come dimostrano le dichiarazioni con cui la sindaca Virginia Raggi, meno di un anno fa, aveva richiesto al Presidente della Fondazione di dare priorità al pagamento dei premi di produzione dovuti a lavoratori e maestranze”.
“Alla Direttrice Risorse Umane e Organizzazione della Fondazione, dott.ssa Alessandra Bazoli, ho altresì sollecitato la costituzione di un comitato per le Pari Opportunità tuttora assente all'interno dell'ente, al fine di poter intavolare una proficua e permanente interlocuzione con un soggetto appositamente preposto alle tematiche affrontate. Una richiesta che ha incontrato il parere favorevole della dirigente, la quale ha annunciato che si provvederà in tal senso non appena le attività del Teatro riprenderanno il loro corso regolare”.
