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"Garantire misure fiscali eccezionali e credito d’imposta per erogazioni liberali, incentivi per domanda di cultura in decreti”

“Le misure di contenimento del Covid-19 hanno messo in ginocchio tutta la filiera degli organizzatori delle mostre culturali, formata da piccole, medie e grandi società e associazioni organizzatrici, da musei privati e case-museo, da ditte specializzate nei trasporti, da broker assicurativi, da case editrici, da allestitori e da artigiani del settore, da curatori e specialisti, dalle gallerie d’arte, da testate giornalistiche e on-line del settore. La filiera delle mostre è cresciuta in Italia, in questi anni, realizzando un volume d’affari annuo vicino ai 200 milioni di euro. Il mondo delle gallerie d’arte e delle mostre ad esse collegate genera inoltre un movimento economico crescente. La valenza culturale di questo settore è diventata strategica, nell’ambito del rilievo di tutta l’impresa culturale, che funziona come moltiplicatore di attrazione territoriale e turistica, veicolata da mostre di diverse dimensioni, che riguarda non tanto le grandi città, ma soprattutto un diffuso tessuto di medie e piccole città, vera spina dorsale della Nazione. Lancio un appello al ministro Franceschini: è necessario riconoscere uno status comune a tutte le imprese e ai privati che operano nella filiera delle mostre, una riduzione dell’IVA fino al 4% per le imprese del settore, un credito d’imposta sull’intero importo per le erogazioni liberali a sostegno di tutta la filiera della cultura per il prossimo biennio. E' necessario, inoltre, istituire un albo degli operatori culturali presso l’INPS e garantire loro un minimo vitale di 600 euro mensili. Infine, è vitale introdurre forme di incentivo del consumo culturale individuale, come la detrazione ai fini fiscali, alla pari dei ticket medicinali”.

 Così il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura, deputato Federico Mollicone.

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