“L’impostazione di questo progetto mette a fuoco, intorno al tema della partecipazione, una serie di temi – la centralità dei pubblici, il coinvolgimento, la coesione sociale, il benessere, etc – che la pandemia ci ha obbligato a mettere al centro delle nostre riflessioni e sui quali la Fondazione è al lavoro da tempo. Quindi per noi questa è una collaborazione che va oltre il buon rapporto che ci lega alla Fondazione Brescia Musei, è una collaborazione strategica per i suoi contenuti, le sue prospettive e i suoi partner”. Lo ha detto Alessandra Vittorini, Direttrice della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, intervenendo all’evento inaugurale di “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”, un ciclo di otto talk con i più importanti esperti nella gestione e valorizzazione dei patrimoni culturali e delle culture contemporanee italiani e internazionali che si tiene ogni mercoledì dal 25 maggio al 23 novembre.
Tra i punti chiave che caratterizzano questa collaborazione, ha aggiunto, “la riflessione che questo ciclo ci chiama a fare sul ruolo delle istituzioni culturali, e in particolare dei musei, nella società contemporanea; il focus sul valore delle competenze dei professionisti delle istituzioni culturali; il ruolo della dimensione digitale in una fase storica che si deve necessariamente misurare con questa svolta epocale; la condivisione e la diffusione dei contenuti, del dibattito e del confronto”.
L’iniziativa “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”, curata da Pierluigi Sacco, è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – Network of European Museum Organisations. L’obiettivo è avviare un cantiere di progettazione aperto agli addetti ai lavori, ma di interesse per tutta la comunità, dato il ruolo che i musei assumono come spazi di costruzione di cittadinanza, al di là di ogni possibile barriera educativa o socio-economica.
