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Accolto nel corso dell’esame alla Camera del Dl Cura Italia l’ordine del giorno presentato da Alessandro Fusacchia (Misto) che impegna il Governo “a valutare l’opportunità di intervenire sulla condizione contributiva dei lavoratori del mondo dello spettacolo, per garantire il riconoscimento dell’annualità per accedere alla NaSPi a chi non dovesse raggiungere neanche il minimo di 120 giornate, ipotesi quasi certa in questo anno di eccezione; a conferire agli organismi dello spettacolo dal vivo la possibilità di utilizzare le risorse loro erogate per l’anno 2020 a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, anche per integrare le misure di sostegno del reddito dei propri dipendenti, in misura comunque non superiore alla parte fissa della retribuzione continuativamente erogata prevista dalla contrattazione collettiva nazionale”.

“Questo ordine del giorno è solo un piccolo pezzetto: l'obiettivo è mettere tutti – lavoratrici, lavoratori, operatori, impreseculturali, terzosettore della cultura – nella condizione di superare questo momento e ripartire meglio e più di prima. Per i cittadini, per il Paese, l'obiettivo è fare dell'accesso alla cultura un bene essenziale, garantito come quello alle cure mediche o all'acqua potabile”, ha commentato Fusacchia. 

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