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Zone franche urbane, denominate “quartieri degli artisti”', ossia ambiti territoriali, di dimensione prestabilita, ove si concentrano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione. La costituzione dei quartieri degli artisti è volta a favorire le attività culturali e creative, a sostenere le imprese e gli enti che operano in tali settori, nonché a promuovere il decoro delle città, anche al fine di prevenire e contrastare fenomeni di degrado urbano e disagio sociale. Lo prevede la bozza di schema di disegno di legge collegato alla Legge di Bilancio 2020 che il governo si appresta a depositare alla Camera e che interviene su molte materie che riguardano la cultura e il turismo. In particolare, il disegno di legge prevede misure per la crescita del settore turistico con particolare riguardo alla tutela del consumatore e della concorrenza, misure a favore delle imprese culturali e creative anche con un riferimento specifico ai comuni situati nelle “aree interne”, e una delega al Governo per il riordino della normativa vigente per il settore dello spettacolo. 

Per realizzare tali obiettivi, i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti possono individuare, nel rispetto dei rispettivi strumenti urbanistici, zone di superficie non superiore a 100.000 metri quadri, anche comprensive di immobili pubblici inutilizzati da riconvertire, da destinare ai quartieri degli artisti. 

Le agevolazioni, rivolte alle imprese e agli enti interessati, prevedono per cinque esercizi finanziari, un'esenzione dalle imposte sui redditi, dall'imposta regionale sulle attività produttive, nonché un esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, che sono finanziate con apposito Fondo istituito nello stato di previsione del MiBACT. I Comuni nei quali sono costituiti i quartieri degli artisti, possono disporre ulteriori esenzioni o riduzioni sulle imposte municipali.

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