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“La cultura parla in silenzio, e talvolta rischia anche di morire in silenzio. È ciò che sta accadendo, paradossalmente, nel nostro Paese, i cui trascorsi gloriosi in ambito artistico, musicale e culturale in senso lato sono riconosciuti ed esaltati da tutti. Siamo giunti al punto in cui è praticamente impossibile non dichiarare urgente un qualunque provvedimento preso in questo settore: e tale è il decreto Cultura, primo passo per uscire da una situazione di emergenza e volgere lo sguardo al futuro”. Così Michele Nitti, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura, oggi intervenuto nell’Aula di Montecitorio in dichiarazione di voto sul decreto Cultura, appena approvato. 

“Con questo provvedimento saniamo, in particolare per le Fondazioni lirico-sinfoniche, la situazione di inottemperanza rispetto all’Accordo quadro europeo sui contratti a termine, stabilendo un tetto massimo di reiterabilità dei contratti a termine, salvo diversi accordi con le sigle sindacali. Ridefiniamo inoltre le piante organiche bloccate da troppi anni, e le armonizziamo con una programmazione artistica che tenga conto della reale dimensione dell’organico, della necessità di garantire sostenibilità economico-finanziaria e gestire in modo virtuoso e pertinente le risorse. I nuovi criteri di reclutamento”, prosegue Nitti, “da un lato puntano a sanare la grave situazione di precariato sedimentata nelle diverse Fondazioni attraverso procedure selettive riservate, dall’altro aprono (e non accadeva da anni) a nuove possibilità occupazionali”, conclude il portavoce del MoVimento 5 Stelle.

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