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“Questo provvedimento rimette ordine nelle deleghe dei ministeri, le riporta ad uno stato naturale delle cose. Perché in un Paese come l'Italia, il quinto stato al mondo per numero di visitatori, dove dovrebbe stare la delega al Turismo se non assieme ai Beni culturali?”. Lo ha dichiarato Marco Di Maio, deputato di Italia Viva, nel corso delle dichiarazioni in Aula sul Dl Ministeri.

“Questo Governo – ha continuato – può vantare il merito di aver riportato questa delega al proprio posto, dopo un anno e mezzo di macedonia senza forma tra le politiche turistiche mescolate assieme a quelle per l'agricoltura. Ancora sul tema del turismo, noi vorremmo che si potesse arrivare un giorno ad istituire un vero e proprio Ministero del Turismo, ma finché non si modifica la Costituzione e il turismo sarà una competenza prevalentemente regionale c’è, sarà di fatto impossibile avere un ministero degno di questo nome. Il turismo è un'industria, perché così deve essere chiamata che vale, tra ricaduta diretta e indotto, oltre il 10 per cento del prodotto interno lordo italiano. L'altro elemento qualificante di questo provvedimento è l'inserimento della delega al commercio internazionale in capo al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. In un'epoca in cui si torna a parlare, purtroppo, di dazi e di protezionismo e nella quale il ruolo della diplomazia economica e commerciale riveste un peso strategico per le nostre aziende”.

“Non possiamo che accogliere con soddisfazione questa scelta e ci auguriamo anche che in questa strategia possano avere un ruolo maggiore e anche una maggiore considerazione i 6 milioni di italiani all'estero, che sono sparsi in tutto il mondo, che rappresentano un grande potenziale di crescita e di supporto al nostro Paese”, ha concluso

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