“Tra le dieci richieste del settore musicale oggi possiamo dire che diverse misure sono state accolte anche se restano ancora spazi di intervento in sede parlamentare” – così ha commentato il CEO di FIMI, Enzo Mazza.
Sul piano della liquidità sicuramente l’intervento a fondo perduto per le piccole imprese fino a 5 milioni, con quote variabili a seconda del fatturato e proporzionale alle perdite sarà uno strumento utile anche alle piccole e medie etichette discografiche. L’indennizzo è del 20% fino a 400 mila euro di fatturato e del 15% per quelli fra 400 mila e il milione, 10% sopra.
Anche la cancellazione dell’IRAP estesa anche alla imprese fino a 250 milioni di fatturato e il rinvio a settembre dei tributi va nelle direzione richiesta, anche se per l’industria si doveva arrivare a dicembre.
Per quanto riguarda il live è stato esteso da 12 a 18 mesi il voucher per i biglietti dei concerti.
Sull’estensione del fondo spettacolo resta ancora esclusa l’industria discografica ed editoriale mentre è stata aggiunta quella del libro. Molte forze politiche si sono attivate per far inserire i settori nella norma in sede di conversione.
E arrivano anche importanti provvedimenti per tutti i lavoratori che erano stati esclusi dal primo decreto Cura Italia.
Non ultimo è ripreso speditamente l’iter di recepimento della legge delega che contiene la direttiva copyright: FIMI sarà sentita domani in audizione.
“Tutti i provvedimenti adottati devono essere applicati con estrema urgenza perché le difficoltà del settore sono davanti agli occhi di tutti e non c’è più tempo” ha concluso Enzo Mazza.
