Prevista l'istituzione di un fondo (un milione per il 2020, 2021 e 2022) per creare la “Mappa del recupero”, ovvero una vera e propria catalogazione topografica che permette l'identificazione e la classificazione di migliaia di beni e siti di rilevanza culturale che versano in stato di abbandono. “Un patrimonio di inestimabile valore, il cui recupero andrebbe per altro ad abbassare notevolmente il consumo di suolo, ma che non siamo nemmeno in grado di quantificare perché non esiste un archivio unico”, commenta la proponente Michela Montevecchi (M5S).
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