“Ritorna il servizio per la demoetnoantropologia presso la dg Archeologia e Belle arti: si tratta di un servizio fondamentale perché la conservazione del patrimonio demoetnoantropologico non è uno snobismo, ma vuol dire mantenere tutto il patrimonio immateriale. Correggiamo il nome dell’istituto in Istituto centrale per il patrimonio immateriale: quindi resta il nome demoetnoantropologia nel servizio della Direzione generale, ma cerchiamo di valorizzare un istituto che ha già fatto tanto ma che ha un terreno infinito: pensate a quello che fa l’Unesco nel patrimonio immateriale e cosa è l’Italia dal punto di vista dei dialetti, del folklore, identità locali”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo in commissione Cultura della Camera sul nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
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