Riportare il turismo insieme ai beni culturali è “una scelta strategica per l’Italia e spero che possa essere condivisa dal sistema paese e che resti permanente” chiunque si ritrovi al governo in futuro. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini nel corso della sua audizione alla Camera di fronte alla Commissione Attività produttive per esporre le linee programmatiche del suo dicastero in materia di turismo.
Questo mandato del governo, ha ricordato Franceschini, è cominciato “con la scelta di riportare le competenze del turismo insieme ai beni culturali. Scelta che era già stata fatta nel 2014 e che il Parlamento aveva condiviso in misura abbastanza larga. Non c'è solo il settore del turismo culturale, ma anche gli altri tipi di turismo hanno nel patrimonio culturale una chiave formidabile per aumentare la propria competitività. All'inizio di questa legislatura era stata fatta una scelta diversa, noi abbiamo ritenuto di riportarlo insieme alla cultura”.
Nella riorganizzazione del ministero è prevista “una direzione generale turismo che avrà al suo interno tre servizi: il primo si occuperà dei rapporti con le Regioni, il secondo che si occuperà dell’attuazione del Piano strategico del Turismo, il terzo si occuperà della promozione del sistema paese. Il lavoro dell'Enit non dovrà essere solo di promozione turistica internazionale ma anche di promozione turistica interna. È necessario distribuire i flussi turistici interni in una maniera migliore”.
