“Serve la compartecipazione al danno delle imprese, non solo l'elemosina dei 600-800 euro. Lo Stato faccia, per una volta, il buon padre di famiglia”. Lo ha chiesto nell'aula di palazzo Madama il senatore della Lega Paolo Ripamonti.
“Agricoltura e turismo sono state prese a schiaffi dal governo. Per l'agricoltura la ministra-sindacalista ha previsto come unica iniziativa 'qualificante' la regolarizzazione di 600mila clandestini. Per il turismo le uniche risposte sono state vaghe e si è anche negato lo stato di crisi, nonostante l'impatto devastante che il coronavirus sta avendo sul settore. E in tutto questo il premier affida gli aiuti a un 'atto di amore' delle banche. Non c'è più tempo, serve quella liquidità che tutti stanno chiedendo”.
