“Oggi l’intenzione di LegaCoop Lazio, di Culturmedia e del teatro Vascello non è solo celebrativa. La nostra intenzione è anche quella di rilanciare il modello cooperativo, un modello che ancora oggi può dare la possibilità di esprimersi a tutti coloro che intendono continuare a sperimentare, a cambiare i linguaggi, a essere padroni di se stessi, così come hanno fatto gli artisti del passato”. Lo ha detto Mauro Iengo, Presidente di Legacoop Lazio, aprendo l’evento ‘Cooperazione e teatro: una storia al futuro 1974-2024’ che ha accolto testimonianze, incontri, approfondimenti, studi, contributi di ricerca sull’importanza e l’innovatività del modello cooperativo per il settore dello spettacolo e una tavola rotonda. L’incontro fa parte delle celebrazioni per i 50 anni della Cooperativa La Fabbrica dell’Attore.
La capacità e la responsabilità dell’arte, ha aggiunto Iengo, “di cambiare la società non si è esaurita, al contrario è esponenzialmente aumentata di fronte ad un tessuto sociale sempre meno sensibile e attento alle fragilità economiche e culturali dei cittadini. Il modello cooperativo può aiutare in questo senso perché punta alla mutualità, alla capacità cioè dei soci di concorrere insieme alla soddisfazione dei loro bisogni e delle loro aspirazioni, a governare paritariamente l’impresa indipendentemente dalla loro partecipazione al capitale, di reinvestire gli eventuali utili nelle finalità istituzionali della cooperativa”. Un futuro che “ovviamente dipende anche dal concorso di idee e risorse delle istituzioni, da quelle politiche alle istituzioni accademiche”.
Iengo si è poi rivolto alle istituzioni, alle accademie, formulando l’appello “di far entrare la cultura cooperativa nelle aule, perché questa cultura ha molto a che fare con il mondo dell’arte, dalla musica al teatro, con il senso dell’armonia e del rispetto dei tempi che ogni attore o musicista deve rispettare affinché l’opera abbia successo. Da parte nostra, da parte della Lega delle Cooperative, c’è tutta la disponibilità a trasmettere i principi valoriali e organizzativi del modello cooperativo e di raccontare le storie di successo e di resistenza delle cooperative teatrali. Sarebbero per gli studenti una grande ispirazione. È un impegno che ci prendiamo seriamente chiamando ad aiutarci anche il mondo dell’associazionismo che condivide spesso con la cooperazione le fortune e le difficoltà che le cooperative incontrano nel loro cammino”.
