Spazio di unione tra territori, linguaggi, visioni, storie e culture. Il Museo Castromediano di Lecce prosegue il suo percorso presentando alla città il progetto “Dalla prospettiva del mare. I paesaggi del mareantico” incrociano approdi contemporanei e disegnano nuovi scenari di integrazione e nuove pratiche di comunità. Se la contemporaneità obbliga l’uomo a immergersi nella frenesia del digitale, il museo accompagna i visitatori in un rapporto simbiotico (e simbolico) con la natura. L’acqua, metafora di vita, ma anche di movimento, genera nuove connessioni tra passato e presente. E il mare è il tema che unisce tutti i progetti che presenteremo nel corso della serata, tra teatro, didattica, arte contemporanea e connessioni con le differenti comunità che abitano e abiteranno i suoi spazi e il quartiere.
Nella sezione archeologica del museo si potranno ammirare i resti recuperati di un mercantile romano naufragato all’altezza di Porto Badisco nel I secolo a.C., disperdendo il suo carico di anfore contenenti vino e olio, probabilmente prodotti in Salento. Oltre ai contenitori, frammentati e concrezionati dalla lunga permanenza in mare, dopo il naufragio, appare anche un elemento della struttura della nave: il tubo in piombo della pompa di sentina, destinata ad evacuare le acque che si raccoglievano sul fondo della stiva. A suggerire la presenza di quello che un tempo era un vascello, ci sono anche riproduzioni di pezzi dello scafo, così come appaiono ai subacquei dopo oltre due millenni di “vita” sul fondo del mare. L’imbarcazione, ma anche gli oggetti che erano a bordo (come le anfore) divengono proprietà della vita sottomarina che le ricicla e le usa per dare continuità biologica ai propri rappresentanti. Organismi incrostanti e fissi, sia animali che vegetali, cominciano a rivestirli, modificandone la forma esteriore e soprattutto il colore. Altri arrivano successivamente a “prendere casa” negli anfratti che l’impatto sul fondo ha creato. In poco tempo, ciò che resta di un naufragio, già ricoperto dalle incrostazioni viventi di miriadi di invertebrati, viene colonizzato da animali di tana (ghiozzi e bavose, murene e gronchi, polpi, cernie, cicale e aragoste), o visitato da pesci curiosi, in una metamorfosi sempre più lenta nel tempo, ma inesorabile e continua.
Alle 18 ci sarà anche un laboratorio didattico a cura di The Monuments people. La prima parte dell’attività condurrà i bambini alla scoperta dei tesori nascosti in fondo al mare nel corso dei secoli: esperti archeologi subacquei faranno da guida tra i meravigliosi reperti rinvenuti nei vari giacimenti subacquei del mare salentino ed ora custoditi nel Museo Castromediano. Insieme scopriranno le rotte tracciate dalle navi che nelle diverse epoche storiche solcavano il Mediterraneo. Si giungerà poi di fronte al suggestivo acquario del museo, dove i bambini potranno ammirare come una nave colata a picco diventi “cosa viva”: ospita alghe di variopinti colori, piccoli molluschi si attaccano alla sua pancia, offre un riparo sicuro ai pesci, cavallucci marini, polpi, piccole razze… il mare, col tempo, la adotta e la rende parte integrante del suo magnifico sistema. La seconda parte dell’attività vede come protagonisti proprio i bambini che, attraverso immagini, disegni, ritagli fatti in parte da loro stessi, ricostruiranno la storia di una di quelle navi, proprio una di quelle che non è riuscita a raggiungere la sua meta e ha concluso il suo viaggio in fondo al mare. Il laboratorio è per bambini dai 6 ai 10 anni ed è disponibile per un numero massimo di 12 partecipanti. Per prenotarsi al laboratorio, telefonare ai numeri 329.00.70.282 / 328.5.76.2647.
“Un museo che ha fatto de ‘L’antico è contemporaneo’ il suo claim, non può che essere in continuo movimento – ha commentato Loredana Capone, assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia -. L’acquario, la collaborazione con Koreja, che prosegue, e l’installazione corale orchestrata con la regia di un artista sensibile al sociale come Nicola Genco, ci fanno comprendere come la coesistenza dei linguaggi artistici sia una fondamentale via per immaginare il futuro con un approccio consapevole, insieme”. Per il direttore del Polo biblio-museale di Lecce “l'acquario altro non è che l'invito a guardare al mondo dalla prospettiva del mare, simbolo di una alterità che ha a che fare con l'origine della vita e delle culture, di cui il museo deve conservare il senso”.
