“In circa due mesi di stop abbiamo perso alcuni milioni di visitatori e oltre 10 milioni di euro. Gli Uffizi hanno le spalle larghe: se questa situazione non durasse molto a lungo, possiamo senz'altro gestirla. Una chiusura fino a tre mesi possiamo reggerla. Ma se invece dovesse durare fino all'arrivo di un vaccino, al momento annunciato per la primavera prossima, dovremmo pensare in maniera più radicale a come spostare investimenti all'anno prossimo, o magari a quello anche successivo”. Lo ha detto il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, intervistato in streaming dalla stampa estera in Italia.
“Detto questo, è importante non dimenticare mai che questa chiusura serve a salvare vite umane: al momento la priorità è questa, solo quando sarà cessata l'emergenza potremo preoccuparci dei numeri. E' anche importante sottolineare che nessuno alle Gallerie degli Uffizi ha perso il posto di lavoro. Tutti lavorano da casa, coinvolti in progetti di smart working. A questo proposito, è importante sottolineare quanto stia funzionando molto, molto bene, anche grazie all'obbligo giornaliero o settimanale di rendicontazione del lavoro svolto. Siamo stati in grado di trasferire alcuni processi amministrativi dal cartaceo al digitale. E' un grande passo avanti nella digitalizzazione, e vorremmo portare questi progressi nella nuova vita quotidiana del museo; inserire la componente lavoro agile da casa come parte del lavoro normale, perché è meglio per l'ambiente, per il tessuto sociale, ed è meglio per la produttività e il funzionamento stesso del museo”, ha aggiunto Schmidt.
