Sono 47 gli emendamenti presentati al disegno di legge Delega al governo in materia di spettacolo all’esame delle commissioni Cultura e Lavoro del Senato. La Lega è il partito che ne ha depositato il maggior numero (15), Fdi ne ha presentati 8, il M5S 7, 3 sono quelli di Pd e LeU, uno è a firma Iv. I relatori Roberto Rampi (Pd) e Nunzia Catalfo (M5S) ne hanno depositati 7, due emendamenti sono a firma Pd-Lega, mentre un emendamento a prima firma del senatore Andrea Cangini (FI) è stato sottoscritto da tutta la maggioranza.
Il ddl, preparato dai ministri della Cultura, Dario Franceschini e del Lavoro, Andrea Orlando, propone la riapertura della delega legislativa di riforma dello spettacolo, in forza della quale il governo potrà adottare decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni riguardanti l’intero settore. Il provvedimento è articolato in quattro disposizioni recanti, rispettivamente, la delega per il riordino delle disposizioni in materia di spettacolo (articolo 1), l’istituzione del registro nazionale dei professionisti operanti nel settore dello spettacolo (articolo 2), modifiche e integrazioni ai compiti dell’Osservatorio sullo spettacolo (articolo 3) e l’attivazione a carico dell’INPS di servizi di informazione e comunicazione per gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (articolo 4).
Gli emendamenti dei relatori spaziano dall’indennità di discontinuità per i lavoratori all’equo compenso, dal riconoscimento della professione di agente o rappresentante all’aumento della retribuzione giornaliera a fini assistenziali, fino all’Osservatorio sullo spettacolo e alla creazione di un Tavolo permanente presso il Ministero della Cultura.
Tema del lavoro al centro anche degli emendamenti della Lega che vertono su tutele, assicurazione contro gli infortuni, indennità di maternità e congedi parentali, sostegno alla genitorialità, obblighi contributivi, Naspi, certificato di agibilità, bonus previdenziale, Registro degli agenti e dei rappresentanti per lo spettacolo dal vivo, tirocini per giovani diplomati e l’istituzione di un Liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo.
Gli emendamenti a firma M5S riguardano le Fondazioni lirico-sinfoniche, lo Sportello unico INPS per lo spettacolo occasionale, misure attive di riequilibrio di genere, il Sistema nazionale a rete degli Osservatori dello spettacolo, il riconoscimento dei Live club e lo stop all’utilizzo degli animali nei circhi.
Tra le proposte di modifica avanzate da Fdi ci sono la riforma del sistema dei contributi pubblici allo spettacolo dal vivo, l’introduzione della detrazione del consumo culturale, la creazione di una Direzione generale Musica, dell’Osservatorio sulle Fondazioni lirico-sinfoniche, di un Consorzio Lirico tra i teatri della Calabria, l’istituzione di un Fondo per il restauro e l’innovazione tecnologica dei teatri, la nascita di un’Accademia Italiana di Equitazione e di un Registro delle aree attrezzate per circhi, spettacolo viaggianti e parchi divertimento.
Gli emendamenti del Pd si concentrano sulle tutele per i lavoratori dello spettacolo, le indennità loro spettanti, il Fondo pensioni e l’assicurazione contro gli infortuni. Le proposte di modifica a firma LeU riguardano le connessioni tra il Registro nazionale dei professionisti e l’Osservatorio sullo spettacolo con il mondo della scuola, dell’università e dell’Afam. Anche l’emendamento Iv si sofferma sul Registro nazionale dei professionisti. L’emendamento del senatore azzurro Cangini, firmato da tutta la maggioranza, invece, propone di assegnare più risorse del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) alle istituzioni che per le rappresentazioni liriche scritturano artisti di nazionalità italiana pari ad almeno il 75 per cento del totale degli artisti scritturati.
