“Negli ultimi anni sono stati demoliti diversi edifici storici, non solo riconducibili alla presenza storica italiana ma anche di epoca ottomana, a testimonianza di un processo di ammodernamento architettonico-urbanistico che non ha una connotazione anti italiana. Il nostro Governo ha nel tempo sottolineato come non spetti all'Italia esprimersi direttamente sulle modalità di intervento sugli edifici di origine italiana, trattandosi di decisioni che in un Paese sovrano e democratico come l'Albania spettano alle istituzioni locali”. Così il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, risponde al senatore Enrico Aimi (FI) che in una interrogazione aveva chiesto l’intervento della Farnesina per evitare che le trasformazioni edilizie che stanno avvenendo a Tirana negli ultimi anni portino alla cancellazione della memoria e dell’architettura italiana del XX secolo. “Al contempo – aggiunge Della Vedova -, il Governo, anche tramite l'ambasciata a Tirana, resta impegnato a sensibilizzare tutte le autorità e le istituzioni albanesi a promuovere la conservazione e la tutela del patrimonio storico nella sua interezza, quale elemento centrale dell'identità nazionale”.
