Quale modo migliore per celebrare i dieci anni del sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” se non quello di riscoprire la centralità del mondo longobardo a Brescia e la valorizzazione dell’intero sito di Santa Giulia rimettendo sempre più questo luogo in connessione con la città e rendendolo aperto alla frequentazione abituale dei cittadini? La Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, ha voluto rendere omaggio al decennale del sito Unesco nell’unico modo che conosce: attraverso la cura e la valorizzazione del patrimonio che il Comune di Brescia ha affidato ad essa. “Recuperare la centralità del regno longobardo nella storia e nella storia dell’arte italiana, e in particolare bresciana, è un grande traguardo che questo decennale ha messo in risalto. Tutta l’operazione Unesco sui Longobardi in Italia è stata frutto di un’intuizione molto lungimirante che risale a più di dieci anni fa”. Francesca Bazoli, conversando con AgCult, sottolinea così il lavoro che la Fondazione sta portando avanti in questi mesi sul tema dei Longobardi. “La motivazione per cui l’intero complesso di Santa Giulia – Parco archeologico è Patrimonio Unesco ha molto a che fare con i longobardi che sono i fondatori dell’intero complesso monumentale – spiega Bazoli -. La specificità del museo Santa Giulia, che raccoglie tutta la storia cittadina dalle domus romane fino al Rinascimento, risiede nel fatto che in un unico sito si leggono ancora oggi numerosi strati di storia. Il cuore è la basilica longobarda da cui nasce il convento che di fatto ha preservato dall’espansione metropolitana la parte romana della città. Un cuore che è anche al centro della stratificazione. Qui si vede il percorso di un popolo venuto dal Nord con l’attitudine del conquistatore e che viene conquistato dalla civiltà che trova”.
I LONGOBARDI E IL FUTURO
E qual quindi è il modo migliore per proseguire lo sviluppo di questi temi? Due iniziative sono centrali per questo percorso. Il festeggiamento del 25 giugno diventa l’occasione per l’avvio di un anno di attività in cui la Fondazione Brescia Musei e il Comune di Brescia metteranno in atto progetti dedicati all’aggiornamento del sito UNESCO dal punto di vista della sua percorribilità e della sua maggiore coerenza con il tessuto urbanistico. Tra il Tempio Capitolino e il Museo di Santa Giulia, passando per il Teatro romano, verrà operato un vero e proprio intervento strutturale che cambierà completamente la percezione di questo luogo e porterà una grande innovazione nella sua fruizione. Il “Corridoio UNESCO” sarà un nuovo spazio pubblico ad accesso gratuito, un vero e proprio percorso immersivo tra i monumenti e la storia, che permetterà di percorrere 2000 anni di storia in 500 metri, senza barriere e con grande suggestione. “L’idea è quella di fare una vera e propria passeggiata, un lungo percorso tutto in mezzo ai nostri ‘Fori imperiali’, dove si sta sempre in mezzo all’antico senza mai riconnettersi alla parte moderna della città, ad accesso gratuito. Questo è un modo efficace per celebrare la centralità di quel luogo anche per lo sviluppo futuro della città”, spiega Bazoli.
Ma c’è anche un altro progetto che renderà onore al mondo longobardo in questo scorcio di 2021. Si tratta del progetto che ha a che fare con la Croce di Re Desiderio, una croce gemmata da parata, straordinario esempio dell’arte longobarda, posta nell'aula superiore della chiesa di Santa Maria in Solario. “Un luogo meraviglioso e molto suggestivo dove faremo un restauro percettivo, sostanzialmente una nuova illuminazione che farà vedere dettagli che oggi si fa fatica a cogliere senza però alterare questo senso di sacralità che aleggia intorno alla croce. Anche questo è una valorizzazione di uno dei luoghi più importanti e suggestivi del museo”. La chiesa di Santa Maria in Solario sarà oggetto di un intervento di manutenzione illuminotecnica. La nuova luce avrà come obiettivo fondamentale quello di rendere visibili le decorazioni degli apparati murari, rischiarare gli spazi, delineare i percorsi, consentire la visione di dettaglio e la lettura di didascalie e grafiche. “Con questi due progetti diamo il nostro contributo alla celebrazione del decennale guardando ovviamente avanti. Si tratta di due progetti che si concluderanno entro la fine dell’anno o al massimo nelle primissime settimane del 2022”, conclude la presidente di Brescia Musei.
