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 La tre giorni di appuntamenti - dal 2 al 4 dicembre - si intitola “Arci, più di prima” a sottolineare l’esigenza di rilanciare le pratiche e i luoghi della socialità culturale e le pratiche creative ed artistiche che animano da sempre la rete associativa
Strati Della Cultura 2021, Le “scintille” Arci Per Ricostruire Legami Sociali Attraverso Pratiche Culturali
Strati della Cultura 2021, le “scintille” Arci per ricostruire legami sociali attraverso pratiche culturali

Al via “Strati della Cultura 2021”, l’appuntamento nazionale dell’Arci per discutere di politiche culturali generative di benessere per le persone e le comunità. Dal 2 al 4 dicembre più di 150 persone tra operatori dell’associazione, esperti e rappresentanti della politica e degli enti locali, parteciperanno ai panel tematici organizzati negli spazi dei circoli Arci di Parma. Dopo molti mesi di call on line, finalmente si potranno incontrare dal vivo alcune delle esperienze associative più interessanti che si racconteranno e si confronteranno. La tre giorni di appuntamenti si intitola “Arci, più di prima” a sottolineare l’esigenza di rilanciare le pratiche e i luoghi della socialità culturale e le pratiche creative ed artistiche che animano da sempre la rete associativa, dal nord al sud del Paese. L’Arci si propone come attivatore di “scintille” progettuali che cercano di ricostruire legami sociali attraverso pratiche culturali.

GLI APPUNTAMENTI

Si inizia giovedì 2 dicembre nel pomeriggio con l’incontro dei partecipanti con il progetto “Insieme. I luoghi della cultura popolare” a cura di Giulia Mitrugno. Il progetto, tra podcast e video, racconta la storia di esperienze associative nate nel secolo scorso e che rappresentano le radici del nuovo associazionismo culturale e mutualistico.

Nella giornata di venerdì 3 dicembre sono previsti 4 panel tematici che affrontano altrettanti ambiti di lavoro e riflessione. Il primo affronta il tema della rigenerazione urbana e territoriale da una prospettiva legata al radicamento e alla promozione sociale, cercando di analizzare nello specifico il ruolo dei presidi socio-culturali nelle aree marginali. Nella complicata fuoriuscita dalla fase pandemica, il dibattito pubblico si è concentrato su nuovi modelli di sviluppo urbano e territoriale che andassero a riequilibrare la presenza dei servizi sociali e culturali e delle infrastrutture di mobilità per combattere l'isolamento e la disgregazione delle relazioni. L'Arci ha un tessuto circolistico molto presente nelle aree marginali del Paese e vive da anni le ripercussioni di una disattenzione storica nella cura della qualità dell'abitare i territori interni. Sul loro ruolo si confronteranno esperienze come il progetto “Torno Spesso” nel beneventano o lo spazio “Officina 15” di Castiglione dei Pepoli in provincia di Bologna con Filippo Tantillo, Ricercatore Inapp e responsabile Officine Sperimentali Aree interne che hanno appena redatto 15 proposte per il futuro.

A seguire, una riflessione sui modelli generativi dei “Nuovi Centri Culturali”. Il modello associativo dei circoli Arci ha avuto un ruolo fondamentale nel radicare queste esperienze fin dagli ultimi decenni del secolo scorso. Luoghi di sperimentazione e di aggregazione sociale, dove pratiche mutualistiche convivono e si intrecciano con progetti di promozione della cultura e della creatività. Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione per nuove esperienze multidisciplinari, ibride e con un forte orientamento verso il “contemporaneo”. La pandemia ha messo in grave difficoltà questi spazi ma ha dato la possibilità di misurare quanto i circoli Arci siano importanti per la loro comunità e quanto siano riusciti a rinnovarsi ed immaginare nuovi modelli generativi.

Il progetto “Orbite! Nuove traiettorie per l’aggregazione giovanile” per valorizzare spazi rigenerati nelle Marche con la Scuola Open Source e il circolo “Salento Fun Park” di Mesagne (BR) si confronteranno con Marilù Manta di cheFare che coordina “LaGuida”, progetto per l’emersione e lo studio dei “Nuovi Centri Culturali” del nostro Paese, con  l’on. Matteo Orfini del Partito Democratico, promotore della proposta di legge di riconoscimento di luoghi e spazi della cultura e creatività, Mauro Felicori, Assessore alla Cultura Regione Emilia Romagna, e Lorenzo Lavagetto,  consulente legale ed esperto associativo dell’Arci di Parma.

Tre i panel del pomeriggio aperto dall’intervento di Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma. “Il ruolo dell’Arci nelle pratiche del Contemporaneo e la sfera pubblica”  ha come obiettivo quello di riflette su quali sono le pratiche in grado di permeare davvero i quartieri e le comunità dei linguaggi del contemporaneo e di come l'Arci può agire per ricucire i divari di accesso al contemporaneo superando i progetti che, anche da parte istituzionale, vengono calati dall'alto nelle comunità e il proliferare di tentativi di maquillage urbano che assolvono spesso ad una funzione meramente estetica, vedi il caso di alcuni interventi di street art. Pietro Gaglianò, critico d’arte e studioso dei linguaggi della contemporaneità, e Federica Candelaresi, direttrice della Bjcem – Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, ne discutono con gli artisti Antonio Cammareri, Stefania D’Amato e Luogo Comune protagonisti del progetto “Abitata Pietra” residenza svoltasi nella Murgia materana nell’anno di Matera-Basilicata capitale europea della cultura, e con il “DAS – Dispositivo Arti Sperimentali”, circolo Arci di Bologna che promuove anche il festival “Collagene – Proteine Culturali”, che nasce per dare uno spazio ad artisti emergenti e non. 

A seguire l’incontro sull’insegnamento pratico della Musica con alcune delle più importanti  scuole di musica dell’Arci: il “Cepam” di Reggio Emilia, la “Scuola Senzaspine” di Bologna, la scuola di musica Popolare di Forlimpopoli, “Mapacanto-Scuola Popolare di Musica” di Cremona, “Pianeta Sonoro” di Roma.  Dialogheranno con Francesco Saverio Galtieri, portavoce del Forum Nazionale Educazione Musicale, e Cinzia Cazzoli, dell’assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, di come rafforzare queste esperienze valorizzando le professionalità che le animano e migliorando  il rapporto con la pubblica amministrazione anche alla luce delle nuove possibili opportunità che ci offre la co-programmazione.

A completare la densa giornata di venerdì un confronto sul “Welfare Culturale e l’associazionismo di promozione sociale”, chiudendo idealmente il filo rosso della quattordicesima edizione di Strati della Cultura sul ruolo fondamentale della Cultura nel sistema di Welfare inteso come insieme di servizi, progetti, pratiche che migliorano il benessere delle persone e delle comunità nelle quali vivono.  Già prima della pandemia alcune città hanno avviato percorsi di conoscenza della connessione tra arte e creatività, salute e benessere, sottolineando l’importanza della partecipazione attiva delle persone. L’ultimo anno e mezzo di Covid-19 ha accelerato l’analisi che si è arricchita di nuovi contenuti sempre più legati agli effetti positivi della socializzazione, quindi dell’inclusione, attraverso progettualità culturali.

I circoli “Arci Movie” di Napoli, esperienza multidisciplinare legata alla promozione della cultura cinematografica e “Idee in Circolo” di Modena, nato da un lungo percorso legato al disagio psicologico, ragioneranno di come si declina tutto questo dal punto di vista dell’associazionismo di promozione sociale a vocazione culturale insieme ad Annalisa Cicerchia del Cultural Welfare Center e Robero Roversi, presidente di UCCA – Unione dei Circoli Cinematografici dell’Arci.

La proiezione della prima versione del film “Trent'anni di cinema a Ponticelli”, la storia dell’associazione Arci Movie di Napoli, chiuderà i lavori di venerdì che riprenderanno sabato mattina con l’intervento dal titolo “Il protagonismo politico delle associazioni” di Massimiliano Panarari,  docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Mercatorum, saggista e consulente di comunicazione politica e pubblica, e proseguiranno per tutta la mattina di sabato 4 dicembre con lavori di gruppo degli operatori Arci.

Come in tutte le edizioni di Strati della Cultura, non mancano appuntamenti legati al cinema e alla musica: la proiezione del Film “Let's kiss – Franco Grillini, storia di una rivoluzione gentile”, la sonorizzazione del film CITY VISION con la direzione musicale di Xabier Iriondo, il concerto di “GODBLESSCOMPUTERS + Bassi Maestro Presents: NORTH OF LORETO” presentato dal progetto “Suner”.

Questa edizione di Strati della Cultura è in ricordo di Massimo Iotti, venuto a mancare nel maggio di quest’anno. Presidente dell’Arci di Parma, ha dedicato tutta la sua vita allo sviluppo dell’associazionismo e alla buona politica di cui è stato protagonista come consigliere della Regione Emilia Romagna e sindaco del comune di Sorbolo. Strati della Cultura è un progetto dell’Arci Emilia Romagna realizzato con Arci nazionale, UCCA (Unione dei Circoli Cinematografici dell’Arci), Arci Parma e i suoi circoli e con il sostegno della Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura. Media partner di Strati della Cultura 2021 è AgenziaCULT, agenzia giornalistica specializzata nelle politiche pubbliche relative al settore della cultura e del turismo. Con il sostegno di Hera e Froneri.

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