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Presentata la stagione 2025 dei musei civici bresciani. Il direttore della Fondazione: “Grandi appuntamenti che non dimenticano mai le origini e che, allo stesso tempo, guardano a un traguardo internazionale. Brescia oggi pensa che il proprio patrimonio sia un grande strumento di sviluppo locale ma nello stesso tempo anche un grande esempio di patrimonio italiano da rivelare al pubblico internazionale”
©Joel Meyerowitz_New York City, 1963

La Fondazione Brescia Musei ha appena presentato la stagione di mostre, eventi e iniziative per il 2025 dei musei civici, del Castello e del cinema Nuovo Eden in continuità con la strategia culturale che sta perseguendo ormai da un quinquennio: grande radicamento nell’identità culturale bresciana ma con uno sguardo attento al resto dell’Italia e al mondo. Sarà un anno fatto di “grandi appuntamenti che non dimenticano mai le origini e che, allo stesso tempo, guardano a un traguardo internazionale. Brescia oggi pensa che il proprio patrimonio sia un grande strumento di sviluppo locale ma nello stesso tempo anche un grande esempio di patrimonio italiano da rivelare al pubblico internazionale”, spiega il direttore di Brescia Musei, Stefano Karadjov, in un’intervista ad AgenziaCULT commentando il palinsesto preparato per l’anno che si è appena aperto. Un programma ricco che va dall’archeologia al Seicento fino alla fotografia contemporanea e al fumetto.

Grandi mostre, eventi, festival che raccontano di una città culturalmente viva e dinamica ospitata nei luoghi che Brescia Musei custodisce e gestisce: “Dobbiamo fare in modo che il patrimonio culturale civico diventi l’infrastruttura dello sviluppo dell’intera piattaforma territoriale bresciana non solo dal punto di vista turistico ma anche del welfare per i cittadini e delle imprese – prosegue Karadjov -: conoscere il proprio patrimonio e farlo attraverso i nostri progetti di ricucitura del patrimonio è fondamentale. Tante attività chirurgiche di ringiovanimento e rigenerazione del patrimonio affiancato a grandi eventi di carattere internazionale che conservano comunque sempre un fortissimo addentellato con la nostra tradizione culturale”. Due assi paralleli che alla fine si incrociano. Una strategia che può essere anche un esempio per altri sistemi di musei civici: “Il compito oggi dei musei è quello di dialogare attraverso il patrimonio con l’identità del territorio – ce lo dice la Convenzione di Faro – e nello stesso tempo di farlo con un occhio, un po’ strabico, che guarda anche al mondo”.

I 200 ANNI DEL RITROVAMENTO DELLA VITTORIA ALATA

In questo senso, racconta ancora il direttore, “non ci siamo dimenticati come sempre dell’attenzione per i militanti e i diritti umani. Anche quest’anno – in un modulo che probabilmente aggiorneremo – ci rivolgeremo all’arte contemporanea che traccia i sentieri dei diritti nell’ambito del Festival della Pace di Brescia”. Nel 2025 saremo poi alla vigilia “del grande bicentenario del ritrovamento dei bronzi di Brescia tra cui la celeberrima Vittoria Alata. A dicembre, non posso svelare ancora i dettagli, ma attiveremo una grande collaborazione con un museo archeologico nazionale italiano. Porteremo a Brescia un nuovo dialogo dopo quello del Pugile e la Vittoria e i nostri bronzi andranno in un grande museo in modo da creare un evento alla vigilia del bicentenario nel 2026”.

FOTOGRAFIA

In questa cornice di continua valorizzazione dell’antico “non ci sottraiamo al contemporaneo e alla fotografia. Quest’anno al Photo Festival della città presentiamo la grande antologica di uno dei fotografi più simbolici dell’America in cambiamento: un po’ presaghi dei grandi stravolgimenti politici che stavano avvenendo dall’altra parte dell’Oceano, l’anno scorso abbiamo chiesto a Dennis Curti di curare la prima grande antologica del fotografo sociologico per definizione, il grande street photographer Joel Meyerowitz, di cui ripercorriamo ben 60 anni di carriera con lui che verrà con il suo archivio. Vedremo le contraddizioni di questa America, dalla guerra del Vietnam e la prima grande sconfitta americana dopo la guerra mondiale e le sue frustrazioni fino alle torri gemelli e al covid”.

FUMETTO E ILLUSTRAZIONI

Sempre in una logica di dialogo con i pubblici anche più giovani – non soltanto anagraficamente ma anche interessati alle arti più giovani – ci sarà spazio per il fumetto e le illustrazioni. “Proseguiamo dopo due anni un filone che è stato estremamente positivo nell’anno della Capitale della cultura. Esploriamo Guido Crepax, una grande monografica ancora una volta con il suo archivio, l’archivio Crepax, curata da Alberto Fiz, grande esperto della materia insieme alla contemporaneista Ilaria Bignotti. Non solo ‘Valentina’ e la sua estrema contemporaneità – dalla fluidità di genere al suo ruolo di donna emancipata -, ma anche tutto il resto di Crepax: la pubblicità, il cinema, la scenografia teatrale, la musica. Una grande mostra che vedrà anche una piccola dossier allegata, ma curiosissima, dedicata alla storia dell’illustrazione italiana attraverso i bozzetti originali – Bruno Munari, Gino Severini, Iacovitti – dell’Editrice La Scuola: 100 anni di cambiamento del costume dagli anni ‘20 agli anni ‘90 del secolo scorso ci raccontano come è cambiata l’antropologia dell’illustrazione italiana nei libri di scuola che spesso erano tra i pochi volumi presenti nelle case degli italiani”.

I CARAVAGGESCHI

Inoltre, “dopo il ‘700 e il ‘500, quest’anno in Pinacoteca Tosio Martinengo realizziamo, con l’esperto di Caravaggeschi Gianni Papi, una bellissima mostra dedicata a Matthias Stomer, un fiammingo seicentesco che lavorò molto in Lombardia e di cui noi custodiamo un’opera molto importante. Presenteremo due opere inedite di quello che fu uno dei più prolifici seguaci di Caravaggio, recentemente concesse in deposito da una collezione privata, insieme ad altre opere. Una mostra dossier dedicata proprio a perseguire questo filo rosso della pittura della realtà bresciana da Moretto e Moroni verso Caravaggio attraverso il ‘600”.

ASSEMBLEA ICOM ITALIA

Infine, conclude Karadjov, “a suggello di questo ruolo che i musei bresciani sentono di incarnare, organizzeremo insieme a ICOM e Intesa per il Sociale, con la collaborazione di Fondazione ASM e Fondazione CAB, l’Assemblea nazionale ICOM Italia 2025, dal 4 al 6 aprile a Brescia, proprio sul tema dell’impatto sociale e il welfare che creano i musei e la valutazione del determinante valore sociale generato dall’attività museale nei territori”.

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