Retail, hospitality e servizi al pubblico possono contribuire a migliorare l’esperienza di visita dei pubblici e generare nuove opportunità di sostenibilità economica per le istituzioni museali? Tenterà di dare risposte a questa domanda l’incontro “Lumsden Design: disegnare spazi commerciali e attrazioni per i visitatori all’interno dei musei” che si terrà il prossimo 12 novembre alle 15,30 a Roma e che approfondirà il ruolo strategico della progettazione di spazi innovativi e aree attrattive all’interno dei musei. L’evento è organizzato nell’ambito dell’edizione 2025 di RO.ME – Museum Exhibition che quest’anno ha come tema centrale ‘Better together’. In un contesto in cui musei e destinazioni culturali affrontano cambiamenti profondi, nuove esigenze di pubblico, inclusione, sostenibilità e risorse economiche sempre più limitate, le istituzioni sono chiamate a ripensare strategie, innovare, rafforzare il fundraising e valorizzare la collaborazione.
L’INCONTRO A RO.ME MUSEUM EXHIBITION
Attraverso l’esperienza internazionale di Lumsden Design, l’incontro – realizzato in collaborazione con il Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Musei del MiC – esplorerà i principi di storytelling applicati al design, le logiche di diversificazione delle fonti di reddito e le potenzialità delle collaborazioni creative per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi. Al centro del confronto, il ruolo del retail come parte integrata e identitaria dell’esperienza museale, capace di trasformare gli spazi culturali rendendoli più accessibili, coinvolgenti e connessi alle comunità. Case-study e progetti realizzati offriranno una panoramica sulle migliori pratiche adottate da istituzioni museali di riferimento a livello internazionale. L’appuntamento prenderà le mosse dagli spunti introdotti nel keynote di James Dwyer, proprietario e direttore creativo di Lumsden, per aprirsi poi a un momento di confronto insieme a Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, per approfondire prospettive, criticità e potenzialità legate alla progettazione di spazi commerciali e attrattivi nei musei, favorendo un dialogo diretto tra esperienza internazionale e contesto istituzionale italiano.
IL KEYNOTE SPEECH
Il keynote speech di Dwyer affronterà il tema del potere del retail, in particolare come lo storytelling consente di creare esperienze senza soluzione di continuità che coinvolgono i visitatori e generano ricavi. Spazio poi alla diversificazione delle fonti di reddito e cioè a come acquisire sicurezza commerciale permette ai musei di aumentare il valore, raccontare le proprie storie in modo più creativo e finanziare il proprio futuro. Focus anche su retail e ospitalità come catalizzatori del cambiamento: le esperienze commerciali stanno diventando motore di trasformazione, con molti musei che ripensano il proprio approccio attraverso una pianificazione globale, rendendo il retail parte integrante dell’esperienza e non solo un accessorio. Rendendosi così più aperti, accessibili, attuali e connessi alle comunità in modo nuovo e innovativo. Infine, Dwyer esplorerà esempi innovativi e stimolanti, soprattutto grazie a collaborazioni inaspettate, con grandi brand e giovani designer/artigiani, in modo che musei e comunità ne traggano vantaggio condividendo anche case study dal portfolio di Lumsden, presentando progetti di piccola e grande scala, tra cui clienti come Warner Bros., M+ Museum of Visual Culture, la National Gallery di Londra e MoMA, mettendo in evidenza i diversi principi e approcci adottati per realizzare esperienze retail e di visita di successo in tutto il mondo.
“DIVERSIFICARE LE FONTI DI REDDITO”
“Guardando al futuro, per i musei il pensiero imprenditoriale non è un’opzione, ma una necessità – spiega James Dwyer ad AgenziaCULT in una conversazione in cui anticipa qualche contenuto del suo intervento a Ro.Me -. Diversificare le fonti di reddito è fondamentale per la sostenibilità finanziaria e, lungi dall’annacquare la missione culturale di un museo, una solida fiducia commerciale la rafforzerà. Abbracciando un’impresa intelligente guidata dai valori, i musei possono approfondire il coinvolgimento, raccontare storie più ricche e finanziare direttamente il proprio futuro. Molti stanno ripensando il proprio approccio – dando priorità alle esperienze commerciali come catalizzatori della trasformazione, pienamente integrate nell’esperienza dei visitatori. Il risultato? Musei che appaiono più aperti, accoglienti, rilevanti e connessi alle comunità che servono. Le migliori iniziative non sembrano transazioni commerciali, sono naturali estensioni dello spirito distintivo del museo, coinvolgenti dal punto di vista emotivo e radicate nella narrazione”.
