Il sito Unesco “Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” il 25 giugno festeggia il decimo anno dall’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. A far parte del sito seriale i comuni di Cividale del Friuli (UD), Brescia, Castelseprio-Torba (VA), Campello sul Clitunno (PG), Spoleto (PG), Benevento e Monte Sant’Angelo (FG). Per fare un bilancio di questi primi dieci anni AgCult ha intervistato il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Brescia, Laura Castelletti, che ha curato le celebrazioni per il decennale e che è il presidente uscente dell’associazione “Italia Langobardorum”, la struttura di gestione del sito Unesco.
“La strada per diventare patrimonio Unesco è stata per i Longobardi decisamente in salita – ricorda Castelletti -, abbiamo avuto una prima bocciatura ma con ‘testardaggine longobarda’ ci siamo impegnati e dieci anni fa è arrivata la tanto cercata iscrizione”. Ma cosa significano questi dieci anni? “Una rete e un sito costituito da sette realtà non è cosa semplice da gestire, ma l’unità di intenti e di azione è stata forte, con l’obiettivo di raccontarci dal punto di vista storico e culturale come un’unica grande realtà. Dopo 10 anni possiamo dire di aver in gran parte raggiunto questo risultato. I tecnici restano, le amministrazioni cambiano, ma la volontà di continuare ad affiatarci e riconoscerci come un sito unico continua a guidare l’operato della rete e la valorizzazione del nostro patrimonio”.
Un risultato raggiunto passando “attraverso studio e ricerca, ma anche divulgazione nei nostri stessi territori, dove pure il lascito e la storia dei Longobardi non erano molto conosciuti, insistendo nel contempo sull'accessibilità e piena fruizione dei siti. Altro punto focale del nostro lavoro è stato, e continuerà ad essere, la didattica e in particolare quella rivolta alle scuole, come il progetto di accoglienza e scambio di studenti dei diversi siti”.
E i prossimi dieci anni? “Arriviamo a questo decennale avendo progettato e preparato il nuovo piano di gestione al passo coi tempi e dunque con un approccio condiviso; abbiamo lavorato a tavoli di coprogettazione con i portatori di interesse per immaginare il futuro del nostro sito Unesco. E nel suo enorme portato di difficoltà e problemi, il Covid ci ha reso agili nell’utilizzo degli strumenti dell’online, che si sono rivelati molto utili per facilitare una ampia partecipazione e eliminare le distanze. Oggi abbiamo un piano che porta in sé gli interessi delle comunità e che esprime un lavoro d’insieme per la valorizzazione del sito. Un altro elemento che già oggi ma ancor più in futuro farà parte dello sviluppo dei nostri siti museali sarà la tecnologia e l’innovazione digitale”.
Laura Castelletti non è solo la presidente uscente dell’Associazione, ma è prima di tutto l’assessore alla cultura di Brescia che in questi anni ha fatto della gestione culturale un fiore all’occhiello a livello nazionale. “Il perno della nostra azione è stata la valorizzazione di un immenso e originale patrimonio, obiettivo primario a cui abbiamo lavorato in questi otto anni. Abbiamo pensato alla cultura come elemento di crescita e trasformazione della città: dare forza e valore alla nostra storia, alle nostre ricchezze storico artistiche ma con la capacità di utilizzare anche linguaggi diversi. Noi sperimentiamo molto, cerchiamo forme e modi che possano ampliare la platea del pubblico, renderlo più partecipe. In questo è stato importante anche il cambio di governance di Brescia Musei, la Fondazione cui il Comune ha affidato il patrimonio museale per agevolarne la piena valorizzazione. Una sfida che considero vincente visti i risultati”, conclude Castelletti.
