Il nuovo Dpcm preveda anche l’apertura dei musei nei weekend. Lo chiede il direttore di Brescia Musei, Stefano Karadjov, che spiega: “Non c’è ragione perché ciò non avvenga visto che la modalità di visita è programmata e organizzata in turni, non ci sono quindi problematiche legate all’affollamento delle sale né dei mezzi di trasporto o eventuali code per entrare, non c’è una ragione tecnica per non farlo”.
Brescia ha da poche settimane accolto il ritorno della Vittoria Alata nella sua nuova maestosa collocazione dopo un lungo restauro. La riapertura dei musei dello scorso 4 febbraio ha sortito uno straordinario successo in città: in sole dodici ore di attivazione dei canali di prenotazione sono stati esauriti i 336 slot da 15 persone l’uno, quattromila prenotazioni in tutto. Una richiesta enorme che viene dai residenti e dalla comunità di prossimità, su cui Brescia Musei ha puntato tantissimo in questi anni e anche in queste settimane. Per soddisfare questa grande richiesta, la Fondazione ha deciso aperture straordinarie fino alle 21 dal lunedì al venerdì, per il Parco archeologico, e per tutti il 15 febbraio, San Faustino, patrono della città.
Per Karadjov quindi è necessario quanto prima ripartire a pieno regime, ma “non solo per pensare alla riapertura delle sale, i musei non sono solo dei ‘luoghi’ dove ci sono delle ‘cose’. Dobbiamo invece ripartire con l’attività pedagogica, didattica, di disseminazione che realizziamo nel tempo libero dei visitatori potenziali: noi offriamo tempo di qualità ai pubblici e adesso soprattutto ai cittadini residenti. Si tratta di tempi di qualità fatti, ad esempio, di attività laboratoriali con gli adolescenti”. Ma anche visite drammatizzate, notti al museo, percorsi emozionali che realizziamo con la nostra didattica e che devono far passare l’idea che andare al museo significa entrare in contatto con persone che fanno da mediatori rispetto a un luogo. Chiudere il museo vuol dire anche privare i cittadini della relazione con persone che hanno un ruolo di formazione diffusa e permanente sulla città. E’ un peccato”.
Sarebbe auspicabile che l’attenzione che Draghi come economista ha posto alla scuola e alla formazione, ragiona Karadjov, “venga adottata anche nei confronti dei luoghi della cultura che nella vulgata non sono percepiti come dei luoghi formativi. I musei sono come delle scuole e devono esserlo sempre di più. Dobbiamo sempre di più fare ricerca. Ad esempio a Brescia la ‘Notta europea della Ricerca’ si svolge interamente nei nostri musei, abbiamo protocolli con università e accademie, siamo un luogo dove si fa studio e innovazione e dove, in secondo luogo, si fa welfare”. Le istituzioni che reggono i musei come Brescia Musei “sono agenzie di sviluppo culturale che svolgono un ruolo importantissimo per le comunità”.
In attesa che l’auspicio di Karadjov e degli altri direttori di musei italiani venga esaudito, Brescia non si è fermata, anzi. Oltre ai quattro musei della città gestiti da Brescia Musei è infatti possibile visitare presso il Museo di Santa Giulia, la mostra “Raffaello. L’invenzione del divino pittore” (prorogata fino al 19 febbraio) a cura di Roberta D'Adda, che presenta una serie di stampe d’après Raffaello realizzate in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento, e la mostra “Juan Navarro Baldeweg. Architettura, Pittura, Scultura” (fino al 5 aprile) a cura di Pierre-Alain Croset, che indaga il processo creativo di uno degli architetti più originali del panorama contemporaneo internazionale, attraverso l’esposizione di opere di architettura, pittura e scultura.
E in arrivo c’è un’altra novità: la mostra “Daniele Lievi. Carte segrete”, presso la Sala dell’Affresco del Museo di Santa Giulia. Per onorare la memoria di questo giovane artista nato a Gargnano, Fondazione Brescia Musei ha organizzato una mostra temporanea che presenta una selezione di 62 disegni non strettamente legati ai suoi progetti scenografici e che l'artista aveva denominato “carte segrete”. Essi consentono di accedere alla creatività e capacità di visione che hanno alimentato la sua genialità di scenografo, di disegnatore e pittore.
