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Webinar organizzato da Assomusica. Villarosa (Mef): Nel 2021 è previsto un collegato turismo alla Manovra che conterrà una serie di riforme di settori che riguardano esclusivamente il Mibact: quello culturale, turistico e dello spettacolo

Le proposte dell'industria dello spettacolo e del mondo della politica per il rilancio del comparto culturale – con un focus in particolare sul Recovery Fund – sono state al centro dell’incontro organizzato da Assomusica “Il rilancio delle industrie dello spettacolo passa dal Recovery Fund. Proposte per la ripartenza dopo la pandemia”. “Questo periodo di pandemia ha aumentato le diversità tra i settori della cultura e il lavoro di Assomusica è stato di cercare di trovare delle linee comuni che possano servire a tutti i settori culturali a 360 gradi”, ha evidenziato Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, aprendo il webinar. “La situazione del settore della cultura e dello spettacolo è pesantissima”, gli ha fatto eco Carlo Fontana, presidente di Agis. “Il Recovery Fund è importante, ma va fatto già adesso un lavoro preparatorio e pensare ad alcuni strumenti. Partendo da un punto fermo: i luoghi di spettacolo sono sicuri”. Dal canto suo Enzo Mazza (Fimi) ha lanciato un appello sulle professionalità del comparto culturale: “Molti operatori – ha spiegato – stanno infatti abbandonando il settore, stiamo perdendo professionalità fondamentali che non si possono ricostruire in tempi brevi. Se queste professionalità andranno disperse, ci troveremo con una filiera devastata, bisogna fare in modo di sostenere queste persone”.

Un tema, quello delle professionalità, affrontato nel suo intervento anche dalla senatrice Lucia Borgonzoni, responsabile Cultura della Lega ed ex sottosegretario al Mibact: “A causa della crisi rischiamo di perdere delle professionalità che non ci saranno più dopo, che non sarà così semplice recuperare, e questo è un rischio per tutta la cultura, rischiamo di perdere infatti il nostro know how, quello per cui siamo conosciuti nel mondo. L’ex sottosegretario ai Beni culturali ricorda quindi di aver presentato un ddl per l’istituzione all’interno del Mibact di una Direzione generale dedicata espressamente alla musica: “Penso che la creazione di una Direzione Musica – spiega – sia un primo passo come messaggio, un luogo dove inserire tutte le richieste e un catalizzatore anche per tutte le proposte che poi vanno indirizzate ai fondi europei”. La sua collega di partito, la deputata Angela Colmellere, ha sottolineato che “il Comitato tecnico scientifico ha definito regole e protocolli per la sicurezza che sono stati ampiamente rispettati. Quando ci sarà la riapertura sono certa che il settore musicale e culturale saprà rispettarli alla perfezione come ha sempre fatto”.

Per Rosa Maria Di Giorgi (Pd) “il Recovery lo dobbiamo integrare, è necessario fare un lavoro di natura strutturale: al momento non è sufficiente in particolare nella parte relativa alla musica. Questo – ha aggiunto – è un lavoro che fa parte dell’identità che dobbiamo sviluppare, perché l’identità dell’Italia è determinata dalla musica, dalla cultura, elementi potentissimi di crescita economica del nostro paese. Su questo cerchiamo di lavorare per integrare il testo del Recovery Plan”.

Federico Mollicone, responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, ha evidenziato che “il Recovery Fund offre l’opportunità per pensare a una ristrutturazione dell’intero comparto dello spettacolo consapevoli delle particolarità del settore”. Per Mollicone inoltre “devono continuare i ristori, anzi vanno intensificati. Benissimo gli ammortizzatori sociali e vanno già programmate le riaperture con il Mibact. Approvo la proposta della senatrice Borgonzoni di creare all’interno del ministero una Direzione generale Musica. Su cultura e spettacolo c’è stata fin da subito una mobilitazione trasversale al di là delle appartenenze politiche. Il comparto è completamente paralizzato e bisogna sapere che il 2021 sarà ancora peggio”.  Guido Pettarin (FI) ha sottolineato che “Iìi tempi del panem et circenses sono passati: non si fa cultura per tenere buone le masse, si fa cultura perché è un modo per produrre, guadagnare e per portare avanti nel mondo la nostra capacità produttiva. Una delle situazioni emerse a causa della pandemia è l’emersione e la scoperta per moltissimi di quanto sia enorme e complessa la filiera del mondo culturale. Si è presa coscienza che cultura, turismo e sport sono distretti industriali”.

A chiudere il webinar il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa: “Il settore dello spettacolo è tra i più colpiti dalla pandemia e va aiutato. In questo momento non possiamo tralasciare il tema ristori. Ci troviamo ancora nella prima fase, quella degli aiuti. Poi, quando ci sarà la fase del rilancio, si potrà pensare anche al tema del tax credit per gli spettacoli dal vivo. Non possiamo metterlo in piedi adesso quando ancora non sono ripartiti”. Villarosa ha poi sottolineato: “Nella bozza del quinto Decreto Ristori c’è a disposizione del Mibact un miliardo e 50 milioni di euro per sette-otto misure quali il rifinanziamento di alcuni fondi per la cultura e lo spettacolo, risorse per l’App 18 e il tax credit per l’utilizzo di alcuni strumenti culturali”. E ha aggiunto: “Nella bozza del Recovery Fund c’è scritto che nel 2021 è previsto un collegato turismo alla legge di Bilancio che conterrà una serie di riforme di settori che riguardano esclusivamente il Mibact: quello culturale, turistico e dello spettacolo”.

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