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"I contenuti culturali e creativi rappresentano la ricchezza economica e sociale della Nazione, ma il loro utilizzo e diffusione non possono prescindere dall’esigenza di tutelare i frutti dell’attività intellettuale degli autori"

Il Governo adotti con urgenza tutte le iniziative di competenza affinché sia assicurata piena tutela al diritto d’autore nell’ambito dell’utilizzo dei contenuti protetti da parte dei prestatori di servizi di condivisione dei contenuti online e, in questo quadro, sia favorita la ripresa del negoziato fra il gruppo Meta e Siae. Lo chiede il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (Fdi), in una risoluzione presentata in VII commissione. “I contenuti culturali e creativi – spiega – rappresentano la ricchezza economica e sociale della Nazione, ma il loro utilizzo e diffusione non possono prescindere dall’esigenza di tutelare i frutti dell’attività intellettuale degli autori, in quanto, anche attraverso tale tutela, si realizza l’obiettivo della corretta diffusione dell’arte e della cultura. I prestatori di servizi di condivisione di contenuti online, quando concedono l’accesso al pubblico a opere protette dal diritto d’autore o ad altri materiali protetti caricati dai loro utenti, compiono un atto di comunicazione al pubblico o un atto di messa a disposizione del pubblico per i quali devono ottenere un’autorizzazione dai titolari dei diritti, anche mediante la conclusione di un accordo di licenza, ottenuta direttamente o tramite gli organismi di gestione collettiva e le entità di
gestione indipendente. Pertanto, nel caso del diritto d’autore, è stato introdotto, a differenza di quanto avveniva in precedenza, un obbligo di ottenere una licenza preventiva e di negoziare questa licenza con le società di gestione come la Siae”.

“Secondo dati della Federazione dell’industria musicale italiana (Fimi) – prosegue Mollicone – lo sfruttamento della musica italiana vale circa 20 milioni di fatturato per la società Meta; il 16 marzo 2023 Meta ha annunciato l’eliminazione dei brani di musica italiana dalle proprie piattaforme per via del mancato accordo con Siae. Tale sanzione si estende anche al repertorio musicale gestito della società Soundreef con essa condiviso, assieme al catalogo integralmente amministrato da Soundreef e quelli esteri. Da quello che emerge dalle posizioni di Meta e Siae, le due entità avrebbero negoziato l’autorizzazione e relativa licenza senza però individuare una soluzione, non solo economica; secondo quanto emerge dal comunicato di Siae la società americana avrebbe opposto il ‘rifiuto di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright’, ovvero le informazioni e i metadati necessari a definire il perimetro di rappresentatività e la possibilità poi di valutare il peso del repertorio Siae e di conseguenza consentire la ripartizione”.

Meta, aggiunge il presidente della VII commissione, “ha annunciato e dato il via alla rimozione dei contenuti musicali tutelati da Siae ma questo coinvolge ovviamente tutti i soggetti che stanno dietro al brano musicale e che hanno in realtà una licenza in essere con Meta. La rimozione ha causato critiche da parte delle principali associazioni di categoria del settore culturale e musicale, fra cui la Federazione dell’industria musicale italiana (Fimi), l’associazione fonografi italiani (Afi), Confindustria Cultura, Cgil. Il Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, in occasione di un’audizione parlamentare tenutasi presso la VII Commissione della Camera dei deputati, il 16 marzo 2023, ha dichiarato: ‘I colossi transnazionali del digitale devono rispettare l’identità e la sovranità legislativa degli Stati. È sacrosanto difendere gli autori italiani e tutelare l’opera del loro ingegno, quella creatività che tanto valore ha nel mondo. Salvaguardare il frutto del lavoro autoriale è innanzitutto un principio etico, ancor prima che giuridico. Operare per difendere la creatività nazionale e l’immaginario italiano, poi, è un preciso mandato politico da onorare nei fatti'”.

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