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Le risorse per la componente Cultura e Turismo 4.0 salgono a 6,68 mld per un totale di 8,13 mld. In arrivo anche 600 dottorati per la gestione e lo sviluppo del patrimonio culturale
Pnrr, Arrivano 300 Mln Per Il Recovery Art

Novità per Cultura e Turismo 4.0 nella versione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) esaminata sabato in Consiglio dei ministri che lo ha subito trasmesso al Parlamento: le risorse per questa componente salgono a 6,68 miliardi (a cui si sommano nel Fondo Complementare gli investimenti del Piano Strategico Grandi attrattori culturali, per 1,460 miliardi di euro, finalizzati al finanziamento di 14 interventi strategici per la tutela, la valorizzazione e la promozione culturale, per un totale quindi di 8,13 mld di euro). Entrano i 300 milioni per lo Sviluppo dell’industria cinematografica (Progetto Cinecittà) – inizialmente compreso nella programmazione complementare al Piano – ma soprattutto arriva il Recovery Art, un progetto annunciato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, in audizione a marzo presso le commissione riunite Cultura di Camera e Senato. La misura è inserita nell’investimento “Sicurezza sismica nei luoghi di culto e restauro del patrimonio FEC” per il quale era inizialmente previsto uno stanziamento di 500 milioni e che, con l'ingresso della voce “siti di ricovero per le opere d’arte”, sale ora a 800 milioni. “L’Italia – aveva evidenziato in quel frangente Franceschini – è attraversata da molte calamità naturali che danneggiano il patrimonio storico-artistico. Ogni volta parte, nell’emergenza, il tema di dove portiamo le opere d’arte. In Italia c’è un solo luogo destinato a questo che è Spoleto. L’idea è di individuare sul territorio nazionale, in parte anche con il recupero di centrali nucleari dismesse e bonificate, dei luoghi che siano ristrutturati e destinati permanentemente a ricovero per quando la calamità naturale verrà. Sono luoghi che speri di non dover mai usare, possono anche essere utilizzati per altre funzioni come laboratori di restauro o per le industrie culturali e creative”. Nell’ultima bozza circolata, in particolare, si legge che “si investirà nella riqualificazione di parchi e giardini storici, nella sicurezza antisismica dei luoghi di culto, nel restauro del patrimonio del Fondo Edifici di Culto e nella realizzazione di Siti di ricovero delle opere d’arte coinvolte in eventi calamitosi (Recovery Art)”.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – che dovrà essere inviato entro il 30 aprile a Bruxelles – “prevede un corposo e organico pacchetto di investimenti e riforme – spiega Palazzo Chigi -, con l’obiettivo di modernizzare la pubblica amministrazione, rafforzare il sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze, per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni. Si articola in 6 Missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute) e 16 Componenti”.

TURISMO E CULTURA 4.0

Nel dettaglio, per il capitolo Patrimonio culturale per la prossima generazione sono stanziati 1,10 miliardi di euro, così suddivisi: Piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale (500 mln); rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche ed archivi per permettere un più ampio accesso e partecipazione alla cultura (300 mln); migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei (300 mln).

Per il capitolo Rigenerazione culturale di piccoli siti turistici e culturali, aree rurali e periferie urbane, sono stanziati 2,72 mld, così suddivisi: attrattività dei borghi (1,02 mld); tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale (600 mln); Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici (300 mln); Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio FEC e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery Art) (800 mln).

Per il capitolo Industria culturale e creativa 4.0, sono stanziati 460 mln: 160 mln per Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde; 300 mln per Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà).

Per il capitolo Turismo 4.0 sono stanziati 2,4 mld. Nel dettaglio, creazione dell’Hub per il turismo digitale (100 mln); Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche (1,8 mld); Caput Mundi, Next generation Eu per grandi eventi turistici (500 mln).

IL PIANO NEL DETTAGLIO

Patrimonio culturale per la prossima generazione (1,1 mld)

Il primo intervento a sostegno del “patrimonio culturale per la prossima generazione” prevede investimenti per creare un patrimonio digitale della cultura: si investirà per digitalizzare il patrimonio culturale, favorendo la fruizione di queste informazioni e lo sviluppo di servizi da parte del settore culturale/creativo. Questa linea di azione sosterrà inoltre interventi dedicati a migliorare l’accessibilità dei luoghi della cultura e la sostenibilità ambientale, in termini di efficientamento energetico, di musei, cinema e teatri (pubblici e privati).

Investimento 1.1 – Strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culturale

Gli interventi sul patrimonio “fisico” saranno accompagnati da un importante sforzo per digitalizzare il patrimonio informativo di archivi, biblioteche, musei e dei luoghi della cultura in generale, integrandolo e organizzandolo per consentire a cittadini/operatori nuove esperienze di fruizione. Questa attività digitalizzazione del patrimonio culturale sarà accompagnata dallo sviluppo di nuovi sistemi per la raccolta, conservazione e accesso alle risorse digitali prodotte. Le informazioni sul patrimonio culturale saranno poi rese disponibili per facilitare lo sviluppo di servizi digitali da parte di imprese culturali/creative, start-up innovative e istituzione che operano nel settore dell’istruzione, così come la fruizione di questo patrimonio informativo da parte della società.

Investimento 1.2 – Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura

Aumentare l’accesso al patrimonio culturale passa anche attraverso la piena accessibilità dei luoghi della cultura. Tuttavia, le barriere architettoniche, fisiche, cognitive e sensoriali sono un tema critico per i siti culturali italiani: molte istituzioni non hanno ancora rimosso le barriere fisiche, ancora meno hanno affrontato il tema delle barriere percettive, culturali e cognitive che limitano l’esperienza culturale. In questo contesto, l’intervento mira a rimuovere le barriere senso-percettive architettoniche, culturali e cognitive in un insieme di istituzioni culturali italiane. Gli interventi saranno abbinati ad attività di formazione per il personale amministrativo e per gli operatori culturali, promuovendo la cultura dell’accessibilità e sviluppando competenze sui relativi aspetti legali, di accoglienza, mediazione culturale e promozione.

Investimento 1.3 – Migliorare l'efficienza energetica nel cinema, nei teatri e nei musei

E’ previsto inoltre un intervento volto a migliorare l'efficienza energetica degli edifici legati settore culturale/creativo. Questi si trovano spesso in strutture obsolete, inefficienti da un punto di vista energetico, che generano elevati costi di manutenzione legati a climatizzazione, illuminazione, comunicazione e sicurezza. Di conseguenza, parte delle risorse del PNRR saranno destinate a finanziare interventi per migliorare l’efficienza di musei, cinema e teatri italiani (pubblici e privati) che, oltre a generare benefici nella fruizione culturale, contribuiranno a sostenere il settore delle costruzioni e dell'impiantistica a livello locale.

Rigenerazione culturale di piccoli siti turistici e culturali, aree rurali e periferie urbane (2,72 mld)

I flussi turistici italiani sono tipicamente catalizzati da alcuni “attrattori” particolarmente noti a livello internazionale. Le implicazioni di questa polarizzazione sono che, da un lato l’uso intensivo dei luoghi culturali più richiesti rischia di usurarli/impoverirli nel lungo periodo, mettendone a rischio la preservazione la sostenibilità nel tempo; dall’altro lato, invece, molti altri luoghi di grande valore artistico/culturale restano tagliati fuori dai flussi turistici. Per scardinare questa dinamica gli interventi a sostegno di turismo e cultura non saranno focalizzati solo sulle grandi città: una linea d’intervento del PNRR sarà dedicata a sostenere lo sviluppo turistico/culturale nelle aree rurali e periferiche. Gli investimenti consentiranno la valorizzazione del grande patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presenti nei piccoli centri italiani e nelle zone rurali, sostenendo l’attivazione di iniziative imprenditoriali/commerciali (ad esempio nuove modalità ricettive), rivitalizzando il tessuto socio-economico dei luoghi (ad esempio favorendo la rivitalizzazione di mestieri tradizionali, quali l’artigianato), contrastando lo spopolamento dei territori e favorendo la conservazione del paesaggio e delle tradizioni. Al tempo stesso, si investirà nella riqualificazione di luoghi identitari, periferie, parchi e giardini storici, sostenendo progetti di rigenerazione urbana fondati sulla partecipazione culturale, coinvolgendo attivamente le comunità locali. Si investirà inoltre nella sicurezza antisismica dei luoghi di culto e nel restauro del patrimonio del Fondo Edifici di Culto e nella realizzazione di Siti di recovero delle opere d’arte coinvolte in eventi calamitosi (Recovery Art).

Investimento 2.1 – Attrattività dei borghi

A fronte del sovraffollamento che ha spesso caratterizzato le attrazioni turistiche nelle principali città d’arte, tanti piccoli centri storici italiani (“Borghi”) offrono enorme potenziale per un turismo sostenibile alternativo, grazie al patrimonio culturale, la storia, le arti e le tradizioni che li caratterizzano. Gli interventi in questo ambito si coaguleranno nel “Piano Nazionale Borghi”, un programma di sostegno allo sviluppo economico/sociale delle zone svantaggiate basato sul rilancio turistico e culturale dei piccoli centri. Le azioni si articolano su vari progetti locali integrati e incentrati su turismo e cultura. In primo luogo, saranno attivati interventi volti a rafforzare l’offerta di alloggi e servizi attraverso il recupero del patrimonio storico. Questi saranno accompagnati da investimenti per la riqualificazione degli spazi pubblici aperti (es. eliminando le barriere architettoniche, migliorando l’arredo urbano). In secondo luogo, sarò favorita la creazione e promozione di nuovi itinerari (es., itinerari tematici, percorsi storici) e visite guidate. In ultimo saranno introdotti sostegni finanziari per le attività turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali, volti a rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tecniche del territorio.

Investimento 2.2 – Tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

Questo investimento darà impulso a un sistematico processo di valorizzazione di edifici storici rurali (di privati o di enti del terzo settore) e di tutela del paesaggio. Molti edifici rurali e strutture agricole hanno subito un progressivo processo di abbandono, degrado e alterazioni che ne ha compromesso le caratteristiche distintive, nonché il rapporto con gli spazi circostanti. Attraverso il recupero del patrimonio edilizio rurale l’intervento migliorerà la qualità paesaggistica del territorio nazionale, restituendo alla collettività un patrimonio edilizio sottoutilizzato e non accessibile al pubblico. L’intervento avrà ricadute positive sulle economie locali, favorendo il turismo sostenibile nelle zone rurali e valorizzando la produzione legata al mondo agricolo e all'artigianato tradizionale.

Investimento 2.3 – Programmi per valorizzare l'identità di luoghi: parchi e giardini storici

Questo investimento contribuisce a migliorare la qualità della vita, facendo leva sui beni culturali e promuovendo, in particolare, una vasta azione di rigenerazione di parchi e giardini storici come hub di “bellezza pubblica” e luoghi identitari per le comunità urbane e come fattori chiave nei processi di rigenerazione urbana. Si tratta di un intervento di riqualificazione di parchi e giardini storici, che per la prima volta ha carattere sistematico e mette in piedi un’estesa azione di conoscenza e di recupero dei parchi e giardini storici italiani nella prospettiva di una loro corretta manutenzione, gestione e fruizione pubblica. L'Italia, infatti, conta circa 5.000 ville, parchi e giardini storici protetti: molti di questi sono di proprietà pubblica e aperti al pubblico, ma spesso si trovano in condizione critiche. Saranno quindi destinate risorse per la rigenerazione di questi luoghi e la formazione di personale locale che possa curarli/preservarli nel tempo. L’opportunità di intervenire a favore dei parchi e giardini storici risiede nella rilevanza della funzione pubblica che questi beni, al pari di altri luoghi della cultura, svolgono e possono svolgere nel contesto della vita delle comunità in termini di benessere, inclusione sociale e benefici economici. I Parchi e giardini storici tengono indissolubilmente legati valori storico-culturali e valori ambientali e possono contribuire alla continuità delle connessioni ecologiche e a fornire una molteplicità di servizi ecosistemici al territorio che vanno oltre quelli tipicamente culturali-ricreativi e che interessano la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno, la riduzione del livello di inquinamento ambientale e del rumore, la regolazione del microclima. Il degrado di aree pubbliche, parchi e giardini, la mancanza di luoghi per la vita sociale dei giovani, la precarietà dei servizi pubblici, aggravati dalla chiusura di numerose attività commerciali colpite dalla crisi, rende necessario e urgente intervenire per la realizzazione di luoghi per l’espressione di una socialità inclusiva.

Investimento 2.4 – Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery Art)

Sarà realizzato un piano di interventi preventivi antisismici per ridurre significativamente il rischio sul patrimonio di culto ed evitare l’investimento necessario per il ripristino dopo eventi calamitosi, oltre che la perdita definitiva di molti beni, come purtroppo accade dopo ogni terremoto. Il piano prevede tre componenti: la prima relativa alla messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto, la seconda al restauro del patrimonio Fondo Edifici di Culto (FEC) ed infine la terza finalizzata alla realizzazione di depositi per il ricovero delle opere d’arte coinvolte negli eventi calamitosi. I terremoti che hanno colpito l'Italia negli ultimi 25 anni hanno messo in luce la notevole fragilità degli edifici storici di fronte agli eventi naturali. La mancanza di adeguate azioni preventive ha comportato negli anni notevoli danni ai beni culturali, oltre ad un enorme spreco di risorse economiche per interventi di ricostruzione post-sisma. È quindi necessario ricostruire gli edifici che hanno subito danni e predisporre una metodologia per la verifica della vulnerabilità sismica degli edifici, evitando interventi effettuati in fase di emergenza che spesso producono un aggravamento del danno ai beni stessi. In questo conteso è importante provvedere tempestivamente all’allontanamento dei beni mobili dal luogo dell’evento calamitoso, situazione tipica nel caso di calamità naturali con forte esposizione del patrimonio coinvolto sia agli eventi meteorologici che a furti o danneggiamenti volontari. Il ricovero di tali beni in depositi temporanei è dunque l’unica soluzione per salvaguardarli L'investimento prevede inoltre la realizzazione del Centro Funzionale Nazionale per la salvaguardia dei beni culturali da rischi di natura antropica e naturale (CEFURISC), consentendo un utilizzo più sinergico delle tecnologie esistenti e dei sistemi ambientali per monitoraggio, sorveglianza e gestione dei luoghi culturali.

Industria Culturale e Creativa 4.0 (460 mln)

La misura prevede 2 linee di intervento. La prima riguarda gli investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo per migliorarne la competitività. Il rilancio di un polo europeo strategico e celebrato in tutto il mondo per la produzione cinematografica e televisiva a Roma (Cinecittà) è essenziale per l'esistenza stessa della produzione cinematografica in Italia e per aumentare la sua attrattiva per le produzioni cinematografiche e televisive europee e internazionali. Ciò contribuirà all'occupazione e alla crescita nel settore e genererà ricadute (ovvero flussi turistici e commerciali legati alla sistemazione delle compagnie cinematografiche e audiovisive). La seconda linea di intervento si prefigge l’obiettivo di supportare l’evoluzione degli operatori dell’industria culturale e creativa. Questo comporterà di intervenire sia sui processi del settore, rivedendo gli appalti pubblici per gli eventi culturali in logica di maggiore sostenibilità ambientale, sia sulle competenze, supportando il capability building degli operatori su temi green e digitali.

Riforma 3.1 – Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali

Lo scopo della riforma è quello di migliorare l'impronta ecologica degli eventi culturali (mostre, festival, eventi culturali, eventi musicali) attraverso l'inclusione di criteri sociali e ambientali negli appalti pubblici per eventi culturali finanziati, promossi o organizzati dal pubblico autorità. L’applicazione sistematica e omogenea di questi criteri consentirà la diffusione di tecnologie/prodotti più sostenibili e supporterà l’evoluzione del modello operativo degli operatori di mercato, spingendoli ad adeguarsi alle nuove esigenze della Pubblica Amministrazione.

Investimento 3.1 – Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)

L’investimento ha l’obiettivo di potenziare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano. Il Progetto è finalizzato all’attenuazione dell’impatto sociale ed economico della crisi con l’obiettivo del potenziamento di crescita economica, occupazionale e competitività, anche agendo sulla formazione, con tre linee di intervento:

  1. potenziare gli studi cinematografici di Cinecittà gestiti da Istituto Luce Cinecittà SRL – società in cui il Ministero dell’economia delle finanze detiene il 100% della partecipazione e il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo esercita i diritti del socio – per migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta produttiva, aumentare la capacità di attrazione delle grandi produzioni nazionali, europee e internazionali e potersi confrontare con i grandi competitor internazionali quali Pinewood, Shepperton, Babelsberg e Korda;
  2. rilanciare le attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia mediante sviluppo di infrastrutture (“virtual production live set”) ad uso professionale e didattico tramite e-learning, alla digitalizzazione ed alla modernizzazione del parco immobiliare ed impiantistico;
  3. rafforzamento delle capacità e delle competenze professionali nel settore audiovisivo legate soprattutto a favorire la transizione tecnologica.

Investimento 3.2 – Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde

L'obiettivo generale dell'investimento è sostenere la ripresa e il rilancio dei settori culturali e creativi. La prima linea di azione dell'intervento (A. Sostenere la ripresa delle attività culturali incoraggiando l'innovazione e l'uso della tecnologia digitale lungo tutta la catena del valore) mira a supportare la capacità e l'azione degli operatori culturali e creativi di attuare approcci innovativi, anche attraverso mezzi digitali, e accrescere le proprie capacità gestionali ed economiche La seconda linea di azione dell'intervento (B. Promuovere l'approccio verde lungo tutta la filiera culturale e creativa) mira a incoraggiare l'approccio “verde” lungo tutta la filiera, riducendo l'impronta ecologica della produzione e partecipazione culturale, promuovendo l'innovazione e l'eco-design inclusivo, anche in chiave di economia circolare, per orientare il pubblico verso comportamenti ambientali più responsabili

Turismo 4.0 (2,4 mld)

Gli investimenti previsti sono volti al miglioramento delle strutture turistico-ricettive e dei servizi turistici, riqualificando e migliorando gli standard di offerta, con il duplice obiettivo di innalzare la capacità competitiva delle imprese e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi. L’azione include interventi di riqualificazione e ammodernamento delle imprese che operano nel comparto turistico per potenziare il loro livello di digitalizzazione, promuovere modelli innovativi di organizzazione del lavoro, anche attraverso lo sviluppo dei network e altre forme di aggregazione e sviluppare le competenze, digitali e non, degli operatori del settore attraverso l’accesso ad una formazione qualificata. La Città di Roma beneficerà di una linea d’intervento dedicata al rilancio della sua attrattività in occasione dei prossimi grandi eventi turistici che la vedranno protagonista come la Ryder Cup del 2022 e il Giubileo del 2025. L’impulso pubblico nell’ambito turistico innescherà un effetto leva moltiplicando investimenti e risorse attraverso opportune iniziative di Fondi di Investimento.

Investimento 3.3 – HUB del turismo digitale

L’obiettivo del progetto è creare un Hub del turismo digitale, accessibile attraverso una piattaforma web dedicata, che consenta il collegamento dell'intero ecosistema turistico al fine di valorizzare, integrare, favorire la propria offerta. L’investimento si compone di tre linee di intervento:

  • Messa a scala del portale Italia.it migliorandone l’interfaccia utente, integrandolo con fonti dati aggiuntive (ad es., social network) e ampliandone contenuti editoriali (ad es., sezione dedicata ai turisti asiatici) e servizi offerti;
  • Sviluppo di un data lake e adozione di modelli di intelligenza artificiale per analizzare (in forma anonima) i dati sul comportamento online degli utenti e i flussi turistici in aree di maggiore e minore interesse, al fine di una migliore segmentazione della domanda;
  • “Kit di supporto per servizi digitali di base” (sito web con sistema elettronico di prenotazione e pagamenti, supporto all’adozione e formazione) a beneficio degli operatori turistici di piccole e medie dimensioni nelle zone più arretrate del Paese.

Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

La crisi pandemica del Covid-19 ha reso ancora più urgente la necessità di affrontare una serie di “nodi irrisolti” del sistema turistico italiano, dalla frammentazione delle imprese turistiche, alla progressiva perdita di competitività in termini di qualità degli standard di offerta, età delle infrastrutture ricettive, capacità di innovare e cura dell'ambiente. Di conseguenza, l’investimento è destinato ad una pluralità di interventi, tra cui:

  • Riconoscimento di un credito d’imposta su investimenti volti migliorare le infrastrutture di ricettività quali la rimozione delle barriere architettoniche, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’adozione di adeguate misure anti- sismiche;
  • Fondo tematico BEI per il turismo (nell'ambito del Fondo di fondi BEI) che finanzi attraverso prestiti a tasso agevolato e investimenti diretti (quasi-equity) progetti degli operatori turistici volti ad aumentare il loro livello di sostenibilità climatica e di digitalizzazione (ad es., tramite interventi in ambito di efficienza energetica o l’adozione di moderni sistemi informatici);
  • Creazione di una sezione speciale turismo all’interno del Fondo di garanzia centrale con uno stanziamento di risorse dedicato a sostenere operazioni di consolidamento tra le PMI e la creazione di nuove imprese da parte dei giovani under 35. Almeno il 35% delle risorse verrà assegnato al Sud Italia per rafforzare l’offerta turistica del Meridione e migliorare l’occupabilità dei giovani non impegnati nello studio o nel lavoro. Partecipazione del Ministero del Turismo al capitale del Fondo Nazionale del Turismo, un fondo di fondi real estate con l'obiettivo di acquistare, rinnovare e riqualificare strutture alberghiere italiane (1.500 camere d’albergo), tutelando proprietà immobiliari strategiche e di prestigio e sostenendo ripresa e crescita delle catene alberghiere operanti in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali

Investimento 4.3 – Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

Il progetto intende valorizzare il turismo e il patrimonio culturale di Roma al fine di riattivare percorsi turistici virtuosi a partire da quei luoghi/monumenti “minori”, non sempre coinvolti nei grandi flussi turistici, che caratterizzavano la Città Eterna prima della crisi legata al COVID-19. La Ryder Cup del 2022 e il grande evento del Giubileo del 2025 rappresentano un’occasione di rilancio della Città di Roma e necessitano di un investimento ad-hoc nella Capitale per potenziarne l’attrattività. Sono pertanto previsti sei investimenti volti a creare nuovi percorsi turistici, rilanciare i piccoli complessi e restaurare i siti culturali della Città e delle sue periferie. In particolare, le risorse stanziate saranno destinate a:

  • Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU: rigenerazione e restauro del patrimonio cultuale e urbano e dei complessi ad alto valore storico e architettonico;
  • Dalla Roma pagana alla Roma cristiana: interventi di messa in sicurezza, anti- sismica e restauro di luoghi pubblici ed edifici di interesse storico lungo i cammini giubilari della Città;
  • #Lacittàcondivisa: riqualificazione delle aree periferiche della Città e dei siti tematici (aree archeologiche, palazzi) situati nelle ampie zone periferiche al di fuori di Roma;
  • #Mitingodiverde: rinnovo e restauro di parchi, giardini storici, fontane e ville;
  • #Roma4.0: digitalizzazione dei servizi culturali;
  • #Amanotesa: incremento dell’offerta culturale nelle periferie per promuovere l’inclusione sociale (ad es., rimozione delle barriere architettoniche, sensoriali, culturali e cognitive d’accesso ai luoghi di cultura, supporto a famiglie e soggetti fragili). Le azioni di restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico di Roma saranno complementate da una serie di interventi volti a garantire la migliore esperienza possibile per il turista. Tali iniziative prevedono l’attivazione di attività di formazione del personale turistico, la creazione di un sistema di bigliettazione unico con la possibilità di combinare percorsi di visita che alternano i siti principali dell'area centrale e i nuovi complessi periferici ripristinati, nonché lo sviluppo di una app dedicata per i turisti che contenga informazioni turistiche, culturali e logistiche.

Riforma 4.1 – Ordinamento delle professioni e delle guide turistiche

In arrivo la riforma della professione delle guide turistiche. Più volte richiesta dalla categoria, a prevederla ufficialmente è ora il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr). “L’obiettivo della riforma – si legge nel testo trasmesso alle Camere dal Governo dopo l’esame di ieri in Consiglio dei ministri – è di dare, nel rispetto dell’autonomia locale, un ordinamento professionale alle guide turistiche e al loro ambito di appartenenza. L’applicazione sistematica e omogenea della riforma permetterebbe di regolamentare i principi fondamentali della professione e di standardizzare i livelli di prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale, producendo un effetto positivo sul mercato”.

600 DOTTORATI PER GESTIONE E SVILUPPO PATRIMONIO CULTURALE

In arrivo 600 borse di dottorato destinate all’efficientamento della gestione e dello sviluppo dell’enorme patrimonio culturale del Paese, cogliendo le nuove opportunità offerte dalla transizione digitale. L’attuazione della misura sarà a carico del MUR ma sarà gestito in collaborazione con il Ministero della Cultura. L’iniziativa, insieme a un progetto più ampio che prevede l’attivazione anche di dottorati di ricerca e di dottorati innovativi per la Pubblica Amministrazione, tenta di invertire la tendenza secondo cui in Italia, il numero di dottorati di ricerca conseguiti è attualmente tra i più bassi nella UE, con una costante riduzione negli ultimi anni (circa 40% in dieci anni tra il 2008 e il 2019). Secondo le statistiche armonizzate di Eurostat, in Italia solo 1 persona su 1.000 nella fascia di età da 25 a 34 anni completa ogni anno un corso di dottorato, rispetto a una media UE di 1,5 (2,1 in Germania). L'ISTAT rileva, inoltre, che quasi il 20% delle persone che completano ogni anno un dottorato di ricerca si trasferisce all'estero, mentre chi rimane in Italia soffre di un profondo disallineamento tra l'alto livello di competenze avanzate che possiede e il basso contenuto professionale che trova sul lavoro. 

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