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“Viviamo una fase storica epocale nella quale abbiamo bisogno di coraggio, immaginazione e visionarietà. Ma soprattutto di condivisione. Solo condividendo mondi, culture e buone pratiche potremo vincere insieme la sfida che siamo chiamati ad affrontare oggi”. Lo ha detto Vincenzo Trione, presidente della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, intervenuto al seminario finale della prima edizione della International School of Cultural Heritage. 

“Rispetto al 2019 molti paradigmi culturali, antropologici, conoscitivi e comportamentali sono stati radicalmente messi in crisi dalla pandemia – rileva Trione -. Per il mondo che viene potremmo muoverci su due livelli temporali. Nel breve termine, nei prossimi mesi, saremo costretti a porci dentro i limiti che impone la pandemia stessa e a studiare cosa sarà possibile fare da remoto. Può essere un’opportunità per superare tanti pregiudizi nei confronti del web. Per questa fase si possono organizzare webinar su aree tematiche relative alle sfide poste dalla cura e dalla gestione dei musei e dei parchi archeologici”. 

“La pandemia ci obbliga a ripensare alla funzione del web e dei social che a lungo i musei e i siti archeologici spesso hanno utilizzato come vetrine dove postare iniziative, collezioni, mostre ed eventi. E ora i musei e i siti archeologici commetterebbero un grave errore se tornassero al pre-Covid – sottolinea Trione -. Chiamati a ripensarsi adesso, dovranno provare a saldare esperienze on line e off line. Perciò dovranno investire competenze, tempo ed energia per sviluppare ulteriormente anche le opportunità della rete, arricchendo piattaforme, siti e social di archivi digitali, apparati ipertestuali, app, sperimentazioni legate al virtuale. Potrebbero anche avviare programmi di didattica, di learning che consentono una diversa fruizione a distanza delle opere d’arte e dei siti archeologici. Dunque, i temi della valorizzazione, della digitalizzazione e della comunicazione”. 

“Quando sarà possibile riprendere contatti diretti saremo chiamati a puntare su tecnologie che ci consentano di lavorare a distanza, ma finalmente potremmo tornare a pensare anche a forme ibride – rimarca Trione -. Bisognerà costruire gradualmente una rete che permetta di rafforzare le capacità professionali di coloro che hanno la responsabilità nel gestire musei e siti archeologici, valorizzandone anche il patrimonio. Una rete che colleghi i grandi istituti specializzati nel restauro, i musei, i siti archeologici, le università, gli enti di ricerca, il mondo della scienza, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione. E’ un progetto ambizioso volto a intrecciare ricerca, gestione, valorizzazione e turismo. Solo puntando su forme innovative ambiziose – ha concluso Trione – saremo in grado di affrontare insieme le sfide che ci attendono”. 

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